Sala gremita al Multisala Rossini di Venezia per l’anteprima mondiale del film “Il suo nome era Amleto” (Ego zvali Gamlet) del regista German Sadchenkov ispirato al dramma shakespeariano “Amleto, principe di Danimarca”.

Presenti in sala all’anteprima Ruslan Saliev, il produttore, della BWG Blue White and Green Production, casa di produzione indipendente uzbeka che non ha mancato di sottolineare l’importanza di questo appuntamento.

Lo stesso ha dichiarato: “Si tratta della prima produzione di cinematografia indipendente che sia mai stata realizzata in Uzbekistan da una casa di produzione privata. Questo progetto rappresenta il nuovo corso intrapreso dall’Uzbekistan in questi ultimi anni. L’opportunità di poter presentare il film alla vigilia di un evento internazionale quale la 82. Mostra del Cinema di Venezia ha reso questo momento ancora più significativo”.

Il cast completo presente in sala: Mikhail Safronov (Amleto), Tatiana Grigorieva (Orazio), Nastasya Kerbengen (Ofelia), Marifathon Umarova (spirito di Ofelia), Bobur Juldashev (Francesco), Gimal Gafiyatullin (Marcello), molti dei quali per la prima volta nella città lagunare, hanno ribadito la gioia di presentare “Il suo nome era Amleto” nel luogo che ha ispirato molte delle opere di Shakespeare. Per alcuni di loro questo film ha rappresentato un debutto cinematografico, tra questi Tatiana Grigorieva e Marifathon Umarova.

Il regista German Sadchenkov impegnato in prove teatrali a Tashkent, ha voluto fare sentire la sua presenza invitando il pubblico ad immergersi nel film: “Viviamo in un tempo in cui il pragmatismo ha preso il sopravvento su altri valori fondanti dell’umanesimo, quali etica ed empatia. E dunque questa di Amleto è una commedia, come la commedia dantesca, o le opere di Cechov, nel senso di cartina tornasole dell’elemento assurdo che ha preso il sopravvento nel mondo contemporaneo. Non rimane dunque che osservare e riderne amaramente.”

Al termine della proiezione gli invitati si sono spostati nella sontuosa Aula Magna dell’Ateneo Veneto in Campo San Fantin, con i soffitti dipinti da Palma il Giovane, dove il party è proseguito fino a tarda serata.

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