Sarà la prima regionale de “La principessa di Lampedusa” di Ruggero Cappuccio, diretto e interpretato da Sonia Bergamasco, a illuminare la scena del Teatrodante Carlo Monni sabato 15 novembre alle ore 21.
Lo spettacolo, prodotto dalla Fondazione Campania dei Festival, porta sul palcoscenico la figura di Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – autore de Il Gattopardo – donna risoluta e moderna, sospesa tra memoria, sogno e desiderio di libertà. In programma il giorno successivo, ore 16, la proiezione alla presenza della scrittrice e regista, di “Duse, the Greatest”, il docufilm scritto e diretto sempre da Sonia Bergamasco con, tra i tanti, Annamaria Andreoli e Valeria Bruni Tedeschi.

Da non perdere anche il concerto “Light Gospel Choir con Jemero Carter” diretto da Letizia Dei con la partecipazione di Soulvation Gospel Choir della scuola di musica Bluenote di Campi Bisenzio in programma giovedì 22 novembre ore 21 nel foyer del teatro.Le attività del Teatrodante Carlo Monni sono realizzate dalla Fondazione Accademia dei Perseveranti, diretta da Sandra Gesualdi con la collaborazione di Piero Pelù, consulente artistico del teatro e sono sostenute da Comune di Campi Bisenzio, Regione Toscana, con il patrocinio di Città Metropolitana e con il contributo di Fondazione CR Firenze, Corriere della Sera, Corriere Fiorentino, TG La7, Chiantibanca e Unicoop Firenze (info www.teatrodante.it).
In una serata dedicata alla grande scrittura italiana e alla forza della forma-monologo, vengono messi in scena il il coraggio e la complessità di una donna che si staglia sulle macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio 1943: Beatrice, qui raccontata in prima persona, ripercorre passioni, fallimenti, follie e desideri che muovono una generazione intera, interrogando il presente mentre il mondo intorno a lei crolla.
Nel corso dello spettacolo, arricchito dalle musiche di Marco Betta, Ivo Parlati, Charles Gounod, Nino Rota, con le scene di Paolo Iammarrone e Vincenzo Fiorillo, riemergono sensazioni e immagini che segnano la memoria della protagonista: il profumo del rosmarino, la tattilità della seta, l’odore delle rose e dei cavalli, la freschezza dell’acqua. I fantasmi della sua esistenza si materializzano con incarnazioni sensuali, comicità disarmante e nostalgie che guidano la lotta interiore della Principessa tra l’adescamento della vita fisica e la tensione verso uno stato di pura contemplazione. Tra i temi portanti emergono la forza della natura siciliana, l’attrazione per le radici elleniche, il rapporto con la bellezza, il dolore delle guerre e il desiderio di liberazione.
