L’architetto portoghese torna in città dopo sette anni: “In un’ora rivisti vent’anni di lavoro, risultato sorprendente”. Oggi l’incontro con gli studenti della Federico II
NAPOLI, 27 APRILE 2026. “È stata una giornata magica: in un’ora ho rivisto più o meno vent’anni di lavoro, e il risultato è sorprendente”. Così l’architetto portoghese Eduardo Souto de Moura, tornato a Napoli dopo sette anni, ha descritto la visita al cantiere della metropolitana progettata insieme ad Álvaro Siza.
Un ritorno carico di emozione, definito dallo stesso Souto de Moura come uno “shock termico”, un viaggio a ritroso nel tempo fino ai primi incontri con il collega portoghese: “Ricordo quando mi disse ‘dobbiamo fare la stazione di Napoli’. Abbiamo lavorato senza gerarchie, da uguale a uguale. In questi casi è fondamentale dimenticare i ruoli”.
Il progetto, ha spiegato, è nato anche attraverso dubbi e contrasti, inclusi quelli con la soprintendenza: “Una lotta non violenta ma intensa. La storia non è conservazione passiva, è sempre confronto e trasformazione del passato”. Proprio questa tensione, secondo l’architetto, ha rafforzato il risultato finale.
Souto de Moura ha sottolineato il valore universale dell’opera: “La sua forza è essere universale. Come dice un poeta portoghese, l’universale è una casa senza muri. Qui si è riusciti a mettere insieme epoche diverse, dai greci ai romani fino al contemporaneo, senza moralismi”. Souto de Moura ha osservato anche il legame tra l’opera e la comunità: “Quando un progetto diventa un oggetto affettivo, vuol dire che funziona. Ho visto rispetto per il cantiere, cura da parte dei cittadini”.
Il grande architetto ha visitato anche il al MUTE, il primo museo della tradizione enogastronomica campana in via Bracco 51, per un suggestivo evento “sotterraneo” a lui dedicato. Nella futura sala museale al piano -2, sono stati sospesi momentaneamente i lavori per dare spazio all’installazione curata da Camilla Donantoni dal titolo “Triade: materia e progetto”. Lungo mura della scalinata che porta in questo spazio è stato realizzato un ritratto di Souto De Moura e delle sue iconiche installazioni dagli artisti Alberto Bottillo e Giovanni Anastasia. Gli allestimenti portano la firma dell’esperto d’arte Pio della Volpe.
L’ambizioso e sofisticato progetto museale che racconta cultura, storia e territorialità della Campania è in costruzione grazie all’imprenditore Diego Minutaglio, con il supporto di Luigi Lamberti, con il contributo della Regione Campania, e vedrà il completamento delle sale musueali nel corso dell’anno, con il progetto architettonico firmato da Roberto Cremascoli e Camilla Donantoni di COR arquitectos, allievi di Souto de Moura e Alvaro Siza.
“Oggi il concetto di arte è molto più ampio. Integrare la gastronomia è un’ottima iniziativa, è un linguaggio contemporaneo”, ha battezzato così il progetto il maestro portoghese. Particolarmente significativo, per l’architetto, il rapporto con la città: “Napoli ispira moltissimo. Qui la storia è concreta, si tocca. È una città fatta di luce, mare, persone, gastronomia: tutto contribuisce a questo straordinario conglomerato”.
Infine, un messaggio agli studenti della Facoltà di Architettura di Napoli Università “Federico II” che incontrerà nel pomeriggio: “Non esistono momenti facili. Anche i grandi maestri hanno attraversato difficoltà enormi. L’unica raccomandazione è lavorare, lavorare, lavorare. Non c’è altro”.
