Spazio: ultima frontiera….intervista a Silvano Piccardi la voce del mitico Signor Spock

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Almeno una volta nella vostra vita, vi sarà capitato di guardare almeno uno degli episodi della serie di fantascienza  più famosa della storia della televisione. Sto parlando di Star Trek. E ancora, molti di voi avranno visto e rivisto tutti i 79 episodi di questa amatissima serie  che vanta centinaia di milioni di fan in tutto il pianeta. Ma vi siete mai chiesti, chi sono stati coloro che hanno dato “Nella versione italiana” la loro meravigliosa voce ai tre membri dell’equipaggio più famoso della televisione: Kirk, Spock e Bones. Ebbene, dopo aver intervistato Raffaele Fallica lo storico doppiatore del Dottor McCoy (clicca qui per leggere l’intervista)   oggi ho il grandissimo onore di intervistare Silvano Piccardi l’attore/doppiatore che ha doppiato il mitico Signor Spock.

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Carissimo Silvano, è un grande onore averti qui con me su Mondospettacolo, come stai innanzitutto?

Ciao Alex, sto bene, grazie.

La prima domanda che voglio farti è la seguente: come, quando e perché sei  arrivato a Star Trek?

A dire il vero è stato Star Trek ad arrivare a me. Io in particolare sono succeduto a Paride Calonghi, che purtroppo, dopo le primissime puntate, morì in un incidente stradale. E io lo dovetti sostituire come voce di Spock… per anni!

Silvano, tu appunto, hai dato la voce al Signor Spock (il Vulcaniano dalle orecchie a punta che ha fatto della logica la sua ragione di vita), ti è piaciuto doppiare Spock e quanto c’è stato o c’è ancora di Spock nei tuoi ricordi e nel tuo profondo? Insomma Spock che cosa ti ha lasciato?

Devo confessarti due cose. La prima: Spock era forse il personaggio più originale e comunque a me più simpatico della serie. Nonostante che fosse senza “emozioni”. Il che,  per me, che invece sono un emotivo, ha comportato (seconda cosa) uno sforzo di autocontrollo a volte particolarmente “forzato”.

Quanto è durata la tua avventura a bordo dell’Enterprise, più precisamente, per quanto tempo sei stato impegnato nel doppiaggio di Star Trek?

Mi sembra diversi anni,  non ricordo con esattezza. E va ricordato che poi ci toccò, qualche anno dopo, un numero speciale di commemorazione in cui venivano direttamente intervistati gli interpreti della fortunata serie. Una esperienza molto simpatica!

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William Shatner, Leonard Nimoy e De Forest Kelley, dopo Star Trek si sono legati in una fraterna amicizia, la stessa cosa sembra che sia accaduta a voi tre, che tra l’altro siete rispettivamente il presidente  (Raffaele) e i consiglieri di amministrazione  (tu e Natale) della ADC Group.  Raccontami un po’.

Eh sì! Io con Natale sono stato anche socio per anni in una cooperativa teatrale. E con Raffaele ho lavorato sia in teatro che, una volta, in tv (lui era un personaggio fisso di “Casa Vianello” e io partecipai a una puntata). In doppiaggio invece, sempre insieme!

C’è un particolare, un retroscena o un episodio divertente che vuoi raccontarmi riguardo la tua esperienza vissuta durante il doppiaggio di Star Trek?

Chi ci dirigeva era Mimmo Craig. Un attore molto ironico e spiritoso: non ci si raccapezzava proprio con quei signori “con i pigiamini dell’Upim”, che se ne andavano sempre in giro a girare nello spazio e nel tempo. Niente, non gli andava giù! (sorride)

Il segreto di Star Trek: perché è piaciuto e piace così tanto?

Appunto, non era facile rendersene conto al primo impatto. Fatto salvo l’elemento avventuroso. In realtà ho scoperto dopo che Star Trek è stato il primo serial televisivo interrazziale  (il primo bacio tra un bianco ed una nera!)  e (in piena “guerra fredda”) con un membro dell’equipaggio di origine russa (il Sig. Cechov). In effetti, nonostante le gerarchie interne al comando dell’astronave, in Star Trek  si respirava un’aria di assoluta libertà e tolleranza, senza discriminazioni o preconcetti nei confronti di nessuno. Una cosa rara!

Hai mai conosciuto Shatner, Kelley e Nimoy?

 Io no, purtroppo. Forse Natale…

Silvano, una delle frasi principali di Spock era: “INTERESSANTE!”, chissà quante volte nella vita di tutti i giorni ti sarà capitato di ripeterla, ma quando questo è accaduto, ti è capitato di pensare a Spock e al suo sopracciglio alzato? (sorrido)

No, non l’ho mai fatto. Però mi è successo spessissimo (e ancora adesso capita) che ci sia qualcuno che mi chieda di dirlo con il tono e il timbro di Spock. Cosa che, naturalmente, non riesco più a fare, perché in genere se ne ricordano di più e meglio quelli che mo lo chiedono di quanto non accada a me.

Silvano (Spock), sono famosi i tuoi battibecchi con McCoy, (Raffaele)  ma anche solo per scherzo durante quel periodo, ti è mai capitato di sentirti dire da Raffaele:  “Maledetto vulcaniano dalle orecchie a punta”, o qualcosa del genere? (Rido)

A me non pare. Anzi, mi ricordo che ci volevamo mooooooolto bene, allora! Mi tratta peggio adesso, che vulcaniano non sono più! (ride)

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Prima di chiudere, volevo raccontare a te e ai tuoi compagni di avventura: Raffaele e Natale, un episodio della mia adolescenza. Nei primissimi anni 80, i videoregistratori  per uso domestico non esistevano ancora, e quindi se ti volevi registrare un episodio di Star Trek, lo potevi soltanto fare con una audiocassetta! Ebbene, non avete idea di quante sere prima di addormentarmi mi riascoltavo interi episodi di Star Trek, ascoltando le vostre fantastiche voci! Ancora oggi, non riesco a non immaginare Star Trek senza associare Kirk, Bones e Spock a voi! Credo che questo sia un pensiero comune a tutti  i milioni di Trekker Italiani e quindi non avete idea, di quanto sia stata per me una grande gioia avervi qui su Mondospettacolo per questa intervista.

Alex, la gioia è stata sicuramente nostra. E speriamo così di averti liberato dall’incubo (ride)!!!

Un incubo bellissimo (rido). Siete stati i protagonisti delle vite di tanti bambini, ragazzi, adulti ecc. ecc. che in quel periodo storico “I mitici anni 80” hanno sognato di…..Arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!

Grazie  Silvano per avermi concesso questa intervista  e….. Lunga vita e prosperità!

Alex Cunsolo