Speciale Non ci resta che il Crimine: Tre Parole con Valeria Rossi!

Amici di Mondospettacolo, continuano gli speciali sul divertentissimo film di Massimiliano Bruno: “Non ci resta che il Crimine”. Oggi sono andato ad intervistare la bravissima cantautrice Valeria Rossi, che nel 2001 è stata protagonista della musica leggera italiana e non solo con il suo pezzo: “Tre Parole”. Il brano fu un vero e proprio tormentone estivo del 2001, grazie alla sua melodia facilmente orecchiabile, il suo testo vagamente “non-sense”, ed il ritornello che volutamente si rifaceva ai più classici canoni della musica italiana (il connubio cuore-amore).

Fra i riconoscimenti che Valeria Rossi ha avuto per Tre Parole, oltre a due dischi di platino, vanno ricordati il premio come rivelazione dell’anno al Festivalbar 2001, e la seconda posizione fra i singoli più venduti dell’anno, dietro solo a Can’t Get You out of My Head di Kylie Minogue. Il singolo ha venduto oltre 100 000 copie. Della canzone esiste anche una versione in spagnolo intitolata Tres palabras.

Massimiliano Bruno, il regista del film, ha fatto di “Tre Parole” un utilizzo affascinante, inserendolo nella trama.

Valeria, benvenuta su Mondospettacolo, come stai innanzitutto?

Grazie Alex per il tuo invito, sto benissimo e sono felicissima del successo che sta avendo il film di Massimiliano.

Pubblicato da Massimiliano Bruno su Sabato 26 gennaio 2019

A proposito di “successo”, come è successo che la tua canzone “Tre Parole” è entrata nella trama del  film di Massimiliano Bruno?

Alex, devi sapere che incontrai Massimiliano, un po’ di tempo fa, per caso davanti ad un cinema, pensa il destino! E proprio in quella occasione mi disse che “Tre Parole” l’aveva sempre avuta in mente, erano anni che se la studiava, tanto è vero che insieme a Paola Cortellesi, avrebbe addirittura dovuto fare un film sulla canzone. Finché un giorno, mi chiamò dicendomi che avrebbe voluto inserirla nel film. Ovviamente la sua proposta mi rese felicissima, soprattutto perché Massimiliano ha fatto della mia canzone un uso funzionale alla trama, un vero e proprio nodo narrativo del film. ( N.d.r. chi ovviamente ha visto il film sa di cosa parliamo ).

Si, ma perché proprio la tua canzone?

Secondo me, proprio per quello che ha rappresentato, Massimiliano come tutti i creativi, ha colto la valenza dell’opera, che ha un suo richiamo sociale. Se pensi che “Tre Parole” ha rappresentato un vero e proprio fenomeno di costume della cultura italiana, un brano che è entrato nella testa di tutti, è stato il tormentone dell’estate del 2001 ed è un brano che ancora oggi a distanza di 18 anni viene associato all’estate, alla spensieratezza e al divertimento. Inoltre “Tre parole” è stata citata in una rivista di neuroscienze perché è stata considerata un Meme, ovvero una delle cose che diventa un mattone del DNA collettivo!

(N.D.R. Effettivamente, tutte e sei le volte che ho visto il film, il pubblico uscendo dalla sala canticchiava: Dammi tre parole…sole cuore amore….)

Parlando del film di Massimiliano, come ben sai narra di questo viaggio indietro nel tempo, ma tu potendo scegliere in che epoca torneresti?

Forse tornerei negli anni 70, perché c’era tanto entusiasmo, era un mondo diverso.

Valeria, grazie per essere stata con noi, a nome mio e di tutta la mia redazione, ti faccio i complimenti per la tua carriera e ti do appuntamento ad una prossima intervista.

Grazie Alex, un saluto a te ai tuoi lettori e mi raccomando, se ancora non lo avete visto andate a vedere “Non ci resta che il Crimine”.

Alessandro Cunsolo