Speciale Terror Take Away: intervista a Noemi Esposito

Ieri al cinema Barberini di Roma è stato presentato il film di Alberto Bogo “Terror Take Away”. Ho incontrato una delle protagoniste del film l’attrice Noemi Esposito e le ho chiesto di raccontarmi la sua esperienza sul set.

Eccomi qua!
Ciao Alessandro, mi presento brevemente per chi non mi conosce-quasi tutti- sono Noemi  ,attrice romana e anche mezza genovese dato che ho passato gli ultimi 5 anni della mia vita a Genova, città che amo.


Attualmente sono in terra Romana, super emozionata; ieri 30 ottobre, è stato presentatoil mio primo film, al cinema Barberini nella mia madre patria, e devo dire che l’emozione è stata doppia perché ho avuto il piacere di lavorare con Alberto Bogo, regista di “Terror Take Away”, il film di cui sto parlando, Genovese Doc (diciamo); dico diciamo, perché Alberto possiede un carattere per molti aspetti  poco genovese, si è un tipo un po strano e molto divertente.

           
Circa un anno e mezzo fa, un mio carissimo amico “il super FROMBO”, mi segnalò il casting per partecipare al film di Alberto, cosi’ decisi immediatamente di inviare le mie foto e il mio materiale per candidarmi al provino.


Dopo poco, Alberto e i suoi colleghi Sonia e David, mi contattarono perché affascinati dal mio profilo.


Avevo superato la prima parte del casting, il primo scalino che mi avrebbe avvicinata ad aggiudicarmi un ruolo nella stravagantissima storia di Alberto.


Cosi indecisi per il ruolo che avrei potuto interpretare e per testare le mie capacità attoriali, mi fecero fare  4 VIDEO;

1) una disadattata, un po’ particolare e stravagante, dal passato ambiguo e forse anche piuttosto difficile.

2) una chiromante\cartomante, che legge la mano a un tizio in maniera sconnessa e casuale, probabilmente mezza bugiarda.

3) una tipa, che si fa la doccia e a seguito di un rumore improvviso che proviene dal salotto, indossa l’asciugamano e terrorizzata  si avvicina alla stanza del  rumore sospetto,  vede un uomo che vuole ucciderla, caccia un urlo e si lascia scivolare l’asciugamano, mostrando involontariamente il seno.

4) La mia morte; dico “la mia”, perché più o meno, la scena della morte di Elvira Moccolato, il personaggio che ho interpretato, è rimasta fedele alla scena di morte, richiesta da Alberto nel  self provino (non è detto che Elvira morirà del tutto).


Inviati i video , a distanza di non ricordo quanti giorni, Alberto mi chiamò al cellulare per dirmi che avrei ufficialmente fatto parte del cast.

Ricordo ancora come fosse ora, la chiamata; ero a Firenze, nel pieno di una splendida giornata di sole a bere un bicchiere di vino bianco ghiacciato come piace a me, in compagnia di un’amica, sedute su due sedie e di fronte a noi ,una piazza luminosissima e tanta gente diversa; le 17 del pomeriggio circa e poi la chiamata e la gioia successivamente immediata, di chi non si aspetta una notizia cosi’ bella.

Ho pensato “Dajeeeeeeeeeeeeeee..cazzo”..” è cosi’ che si inizia.. con una chiamata alla volta”.


Le due settimane con Alberto sul set, sono state bellissime, intense, divertenti, emozionanti; è riuscito a creare un’atmosfera bella, con un cast affiatato, e uno staff di tecnici e collaboratori meraviglioso.


Ricorderò sempre il mio primo ruolo nel cinema e quando ripenserò a Elvira, mi si materializzeranno nel petto le emozioni di quella ragazzetta dal passato un po’ particolare e poco definito (forse cartomante e chiromante, sensibile alle intuizioni dell’istinto), un po’ cupa e tenebrosa, apparentemente sfacciata , realmente ribelle e sprezzante, dal passato tosto e con quel visibile peso  che preme sullo stomaco.


Perché vedere il film? Per comprendere che è impossibile comprendere la natura di Alberto Bogo.

Un saluto a tutti.

N.E./A.C