Speciale Torino Comics Horror Fest: “Liscivia”

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“Liscivia” è il quarto e ultimo cortometraggio in concorso che vedremo proiettato al Torino Comics Horror Fest. Ho chiesto al regista Francesco Niccolai di parlarmi un po’ del suo lavoro.

Ciao Francesco, benvenuto su Mondospettacolo, come stai?

Ciao, non c’è male. C’è ma non si vede.

Perché hai deciso di scrivere e poi dirigere “Liscivia”? Come nasce il soggetto?

Con il primo corto che ho girato, 7 A RITROSO SORTIRA’ 7, vinsi un festival a Roma il cui premio consisteva in un corso intensivo di regia/sceneggiatura a tema horror/fantasy.
Liscivia nasce da un’esercitazione di sceneggiatura scritta in fretta e consegnata in ritardo. Volevo costruire una storia che unisse il coatto con l’arcano, il degrado e la ferocia con un senso di lirismo implacabile, in modo che nel racconto l’odio e la pietà si confondessero di continuo.
Mi ricordo: una serie di articoli di giornale sulla diffusione degli aborti clandestini, dove si parlava di ambulatori casalinghi nascosti nelle periferie; molti casi di aggressione con acido nel 2013; resti di messe nere e simboli satanici ritrovati fin dagli anni Novanta lungo il percorso degli antichi acquedotti nel quartiere Tuscolano, dove vivo — questi a grandi linee sono stati gli spunti iniziali.
L’(umile)idea di partenza era un corto che mescolasse Sam Raimi e Pasolini. Alcuni dopo aver visto Liscivia hanno detto ‘Lucio Fulci’ e ‘Mauro Bolognini’, qualcun altro ha detto ‘Drag me to hell’, alla fine è andata bene.
La scuola mi aveva negato i mezzi (esigui) che avevo richiesto per girare il corto, ero abbastanza scoraggiato, avevo quasi deciso di abbandonare il progetto. Poi invece parlando con amici e conoscenti, inviando la sceneggiatura a chi la richiedeva, nel giro di pochi giorni ho trovato diverse persone interessate e motivate che attendevano solo ulteriori informazioni per procedere alla preparazione del corto. Abitavo a Roma da pochi mesi ed ero piacevolmente sorpreso da questa grande adesione, essendo tra l’altro piena estate.

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Dove è stato girato e quanto sono durate le riprese?

Liscivia è stato girato interamente a Roma.
Gli esterni sono stati scelti tra i quartieri Quadraro e Torpignattara, sia per un motivo estetico (sono zone molto caratteristiche, a tratti vagamente rurali ma disseminate di opere d’arte urbana e attraversate dall’antica via degli acquedotti), sia per un motivo economico (servivano location molto vicine al ‘campo base’ e facili da raggiungere, limitando al massimo gli spostamenti in auto).
Tutti gli interni sono stati allestiti in un appartamento nel quartiere Nomentano, gentilmente prestato da un’amica, che ci ha concesso di ridipingere e modificare l’ambiente a nostro piacimento, come fosse un teatro di posa in miniatura — quella che a Roma si dice una svolta.
Le riprese sono durate quattro giorni e mezzo.

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Parliamo ora del cast, che vede una predominanza femminile, come ti sei trovato a lavorare con questo cast artistico?

Helena Antonio mi era stata presentata da un amico regista, Viviana Altieri mi è stata proposta da Annamaria Losito, egregio direttore di produzione di questo corto, mentre Désirée Giorgetti l’avevo conosciuta su un altro set a Bologna anni prima, mi piaceva come attrice e sapevo che era interessata ai film di genere — nel frattempo aveva recitato pure in Morituris, il famigerato film ‘maledetto’ del buon Raffaele Picchio.
Mi sono trovato molto bene con tutte e tre, appassionate, disponibili e preparate.
Per girare la scena iniziale, ad esempio, Helena ha sopportato una nottata di prove, strattoni e ‘sevizie’ fino all’aba, con il rumore assordante e continuo del generatore che dovevamo tenere vicinissimo al set per non svegliare tutto il quartiere — un’ossessione.
Per Viviana e Désirée posso dire che spesso chi vede Liscivia stenta a credere che nessuna delle due sia romana de Roma — una è di Benevento, l’altra è milanese con origini francesi.

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Il tuo corto ha già partecipato a diversi festival di genere, che riscontro di critica e pubblico hai ottenuto?

Alle proiezioni in genere il pubblico sembra apprezzare il corto, abbiamo ricevuto tanti commenti positivi, e anche qualcuno negativo, fortunatamente, perché il consenso unanime spaventa e insospettisce. La critica ci ha sempre trattato bene, Liscivia ha ricevuto belle recensioni e il plauso di molte giurie di festival, anche se ha vinto soltanto due premi, Miglior Fotografia a LatronicHorror e Miglior Corto a La Serra Trema, entrambi nel 2014.

Trattandosi di un horror, non possono mancare gli effetti speciali. A chi hai affidato questo importante incarico?

Volevo che gli effetti speciali fossero pochi ma efficaci, e soprattutto funzionali alla storia. Fin da subito pensai a Tiziano Martella, che avevo conosciuto a Bologna l’anno prima e mi sembrava la persona giusta per questo lavoro, dato anche il suo curriculum specifico legato a molte produzioni di genere. Tiziano accettò subito l’impegno nonostante stesse lavorando su un altro film, ritagliandosi un po’ di tempo per coordinare comunque la preparazione e l’applicazione degli effetti.

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Progetti futuri?

Dopo Liscivia ho diretto Greberming, un documentario di quindici minuti sulla lavorazione di un corto mai realizzato. Ha dei tratti abbastanza inquietanti, per questo ha partecipato a ToHorror Film Fest 2014 e a Fi Pi Li Horror Festival 2015 nella precedente versione da venti minuti; nella versione attuale ha vinto quest’anno la prima edizione del Paranormal Media Festival.
Per il resto sto seguendo progetti vari, tra cui un lungometraggio scritto assieme a Désirée Giorgetti, un altro lungometraggio tratto da un racconto inedito, e due documentari, ognuno a un diverso stadio di sviluppo.
Da El Garaje, associazione bolognese che ha co-prodotto a distanza Liscivia, mi è stato proposto di girare un corto tratto da una sceneggiatura vincitrice di un concorso, dovevamo iniziare verso settembre, ma per vari motivi le riprese sono slittate in data da destinarsi.
In generale mi piacerebbe scrivere e dirigere una commedia nerissima, o un dramma divertentissimo, e avrei anche qualche idea anche per dei corti, sempre di genere thriller/horror.

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Prima di terminare la nostra chiacchierata, vuoi approfittare di questa intervista per salutare o fare un ringraziamento particolare a coloro che hanno partecipato alla realizzazione del film?

Oltre a tutto il cast tecnico e artistico vorrei salutare e ringraziare chi ha preso parte in qualche modo a vario titolo alla realizzazione di Liscivia — in ordine sparso: l’esimia Marta Gentili; il regista Mario Parruccini; Leonardo Cruciano, da cui abbiamo noleggiato diversi utilissimi oggetti di scena, sempre molto gentile e disponibile — scoprimmo casualmente, tra l’altro, che il portone scelto durante i sopralluoghi per l’esterno della casa della ‘strega’ era l’ingresso di casa sua (!); il regista Stefano Bessoni; la story editor Cristina Borsatti; Miguel Gatti, presidente dell’associazione El Garaje; Ena Patitucci e Michele Mietto, che parallelamente hanno preparato golosi manicaretti durante le riprese; Isabella Niccolai e Marco Masulli; la mia famiglia in varie forme e diramazioni.

Francesco, la nostra intervista si conclude qui, complimenti per il tuo corto e in bocca al lupo per il festival!

Yo!

Alex Cunsolo