Spinelli per tutti

Sono tante le segnalazioni che ogni giorno arrivano in redazione, impossibile dar spazio a tutti – non ce ne vogliate – deve esserci quel plus in un progetto che deve destare la nostra attenzione. E così è accaduto per il giovane partenopeo Spinelli per tutti. Un sound giovane, testi accattivanti ed un viso comune, quello che sarebbe definito il classico viso da bravo ragazzo.

Un esordiente solo per il mercato discografico in quanto Lino ha alle spalle diverse esperienze maturate tra la partecipazione a Spaghetti Unplugged, Pummarock Fest, Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore, Indiegeno Fest, Arezzo Wave Festival e per ultimo il format Esordi di RadioRai2. Negli ultimi mesi, dicevamo, ha debuttato con il primo singolo Penelope a cui sono seguiti, Ogni secondo e il recente Chissà com’è. Singoli che sono un preludio all’album AUDIOCASSETTE in uscita nei prossimi mesi.

Spinelli per Tutti, come nasce questo progetto?

In quanto cantautore, non so se mi definirei un progetto. In ogni caso, il mio lavoro come Spinelli per tutti nasce dalla volontà di parlare della mia visione delle cose, sia essa negativa o positiva.

In un anno in cui la musica si è quasi fermata, ti sei affacciato al mercato discografico con ben due singoli. Audacia o azzardo?

Attualmente i singoli sono tre, con Chissà com’è uscita lo scorso 15 gennaio. Audacia o azzardo? In realtà nessuna delle due cose, ma semplicemente realizzazione di un piano mentale messo in piedi nel 2019.

Il tuo è un progetto “fatto in casa”, nel senso che c’è la tua firma anche nei videoclip. Oltre al sogno discografico coltivi anche un progetto come futuro videomaker?

Avendo conseguito la laurea in Cinema e arti digitali, naturalmente mi interessa tutto ciò che concerne il mondo dell’audiovisivo. Non a caso ho lavorato alla realizzazione di alcuni videoclip di amici musicisti.nIl sogno principale è chiaramente quello discografico, ma in futuro mi piacerebbe comunque partecipare a progetti di Filmmaking.

Puoi darci qualche anticipazione relativa al tuo album?

L’album uscirà a breve e avrà un titolo emblematico. Si chiamerà Audiocassette, perché ogni canzone è diversa dall’altra, proprio come le cassette di un tempo, quelle che bisognava cambiare spesso per sentire qualcosa di diverso.

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali? Prediligi il panorama italiano o straniero?

Vi faccio una confessione: da qualche tempo faccio fatica ad ascoltare canzoni, sia italiane che straniere. Però, a parte questo momento di stallo, ascolto di tutto, dai più ai meno conosciuti. I miei punti di riferimento sono il cantautorato italiano, in particolar modo Niccolò Fabi; Damien Rice, i Bon Iver, o le bellissime atmosfere di Joni Mitchell e Nico.

Ultimamente si sta puntando il dito contro lo streaming e Spotify in particolare,

come una delle cause principali per lo svilimento della musica. Ti chiedo un parere come artista e come ascoltatore.

Parliamoci chiaro. In quanti oggi entrano in un negozio a comprare un disco il giorno della sua uscita? Pochissime persone. Credo sia importante fare la propria parte per migliorare costantemente canali di ampio utilizzo, come Spotify ed altri, senza però dimenticare quale significativa occasione ci offrano, cioè quella di essere conosciuti dal grande pubblico. Lo streaming non è necessariamente dannoso ma le sue attuali modalità possono esserlo.

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