Dopo aver diretto nel 2022 il cortometraggio Astrid, con cui ha vinto il premio come miglior regista femminile al Cannes Film Award e per la miglior canzone originale (Another day) al Milan Gold Awards, e nel 2025 la web-serie Top of the socks, Anna Antonelli debutta nella regia del lungometraggio tramite Spyne.
Un thriller spionistico con al suo interno molti archetipi di questo genere (come il boss antagonista per molto tempo con il volto nascosto nell’ombra e con al servizio due sgherri dalle differenti personalità e capacità), ma anche e soprattutto un racconto incentrato sulla perdita del controllo e il tentativo di rinascita del suo protagonista.

Il film è inoltre basato su una storia vera, infatti durante i titoli di coda possiamo vedere qualche video di repertorio riguardante colui dal quale tutto ha preso le mosse. In Spyne vengono però usati il nome di Pierre e il volto di Stefano Cassetti (Angel face) per raccontare il tutto. Un personaggio che a prima vista sembra un normale pilota di aerei, pronto a tornare dalla sua amata moglie Isa (Giorgia Fiori) dopo aver finito con il suo lavoro. Ma, mentre è in viaggio, è costretto a fermarsi, perché non riesce più a controllare il suo corpo. Viene trasportato d’urgenza in ospedale, e quando sua moglie lo raggiunge i medici devono darle una brutta notizia: Pierre è diventato improvvisamente tetraplegico e nessuno riesce a capire come ciò possa essere accaduto. E quando piove, di solito diluvia…

Proprio in quel momento le ombre del passato di Pierre tornano alla luce: anni addietro ha lavorato per i servizi speciali e, quindi, è a conoscenza di segreti schockanti. La sua vita e quelle di coloro che gli stanno attorno è di conseguenza in pericolo. Riuscirà, nonostante l’invalidità, a rialzarsi e a sistemare questa spaventosa situazione? Girato tra Genova e Marocco, oltre ad essere un thriller ricco di tensione e adrenalina Spyne ha alcuni momenti leggeri scanditi da qualche pizzico di ilarità. I già accennati sgherri Vitoli (Alessandro Cremona) e Frank (Alessandro Cirilli), due criminali spesso in contrasto caratterialmente tra loro, ma comunque legati da una grande amicizia. Poi c’è Teo (Alberto Aimo), che, oltre ad essere un bravo giornalista che cerca di emergere in un settore pieno di squali, è il classico civile che si ritrova suo malgrado immischiato in una situazione pericolosa, un po’ come Kevin Hart in Una spia e mezzo. Un film italiano a suo modo vecchio stile, ulteriormente testimoniato dal fatto che per Spyne sono stati assoldati doppiatori professionisti come Roberto Benfenati, Dario Oppido e Tamara Fagnocchi per i ruoli di Pierre, Zanchi e Nicole.
