È immediatamente all’insegna del movimento che prende avvio Star wars – The Mandalorian and Grogu, diretto dal Jon Favreau cui dobbiamo, tra gli altri, i primi due Iron man e Il re leone live action.

Ma, sebbene collegato al popolarissimo franchise fantascientifico iniziato nel 1977 da George Lucas tramite Guerre stellari, si tratta in realtà di un suo spin-off, in quanto sequel della serie televisiva The Mandalorian, costituita da tre stagioni.

Oltre due ore e dieci minuti di visione costruite su un semplicissimo plot: l’Impero è caduto e i signori della guerra imperiali sono ancora sparsi per la galassia; mentre cerca di proteggere tutto ciò per cui l’Alleanza Ribelle ha combattuto, la nascente Nuova Repubblica arruola il leggendario cacciatore di taglie mandaloriano Din Djarin – sotto il cui elmo è celato il volto dell’attore Pedro Pascal – e il suo giovane apprendista Grogu, membro della stessa specie aliena alla quale appartiene il mitico Yoda. Ed è la storica eroina della saga Alien Sigourney Weaver a vestire i panni del colonnello Ward che, in passato collaboratrice dell’Alleanza Ribelle, affida al mandaloriano una missione. Nome di spicco del cast insieme a quello del regista premio Oscar Martin Scorsese, che presta nella versione originale del film la voce allo scimmiesco Hugo. Soltanto una dell’infinità di creature che popolano l’operazione, diverse delle quali coinvolte in un’avvincente sequenza di lotta all’interno di una sorta di arena. D’altra parte, man mano che viene tirato in ballo anche lo Zeb Orrelios che, qui incarnato da Steve Blum, gli irriducibili seguaci starwarsiani sanno benissimo provenire dalla serie animata Star Wars: Rebels, in mezzo a colossali esplosioni e abbondanza di raggi laser non sono certo scontri corpo a corpo a risultare assenti in Star wars – The Mandalorian and Grogu.

Un’avventura che, pur richiamando a suo modo L’impero colpisce ancora quando abbiamo una base segreta nella neve dove si sta preparando un ritorno della tirannia dell’Impero, sembra fare in realtà a meno di quella epicità in un certo senso anche pretenziosa che ha caratterizzato un po’ tutti i tasselli cinematografici dell’universo creato da Lucas. E bisogna dire che ciò non rappresenta affatto un difetto, perché è chiaro che l’intenzione di Favreau e dei produttori sia stata quella di mettere in maniera semplice in piedi un pop corn movie unicamente finalizzato all’intrattenimento da effettistica ad alto budget privo di pause. Un pop corn movie che, senza dimenticare di tirare in ballo gli immancabili Hutt e i giganteschi veicoli corazzati denominati AT-AT (acronimo di All Terrain Armored Transport), pare rievocare addirittura L’armata delle tenebre di Sam Raimi nella situazione che si svolge in un pozzo. Una fanta-vicenda a base di amicizia la cui morale vuole che il vecchio protegge il giovane e poi quest’ultimo protegge il primo. Con l’occhio evidentemente rivolto a Il ritorno dello jedi, questo è Star wars – The Mandalorian and Grogu… e, anche se a lungo andare l’onnipresenza dell’azione rischia di risultare stancante, fa centro nel proprio obiettivo di divertire lo spettatore, soprattutto quello più giovane.

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