Stasera in tv Carne tremula di Pedro Almodóvar

Stasera in tv su Cielo alle 21,20 Carne tremula, un film del 1997 diretto da Pedro Almodóvar, liberamente tratto dal romanzo Carne viva della scrittrice inglese Ruth Rendell. Il film è stato prodotto dalla CiBy 2000, con il sostegno della El Deseo e della France 3 Cinema. Gli effetti speciali sono a cura della Molina Efectos Especiales, mentre la musica è stata mixata dalla Cinearte. Le scene sono state girate completamente a Madrid, Spagna. Il film nel primo week-end di apertura ha guadagnato: $ 59 558 negli Stati Uniti e £ 56 060 in Regno Unito. In totale ha incassato $ 1 535 558 negli Stati Uniti, £ 179 285 nel Regno Unito, e € 4 990 598 in Spagna. Con Francesca Neri, Liberto Rabal, Javier Bardem, Angela Molina, Penélope Cruz.

Trama
Victor Plaza è nato in uno dei giorni più cupi del regime di Franco, su un autobus che stava portando sua madre, una prostituta, all’ospedale. Una notte, conosce Elena ed è con lei che ha il primo rapporto sessuale. Tutto quello che gli resta di quell’incontro è un tovagliolo con numero di telefono e indirizzo della ragazza. Quando Victor va a casa di Elena, lei sta aspettando uno spacciatore che, però, non si fa vivo. L’arrivo di Victor fa precipitare gli eventi.

“Vagamente ispirato a un romanzo di Ruth Rendell, una scrittrice che di idee al cinema ne fornisce parecchie, Carne tremula è forse il capolavoro di Pedro Almodóvar. Nella carriera di un autore arriva il momento in cui le peculiarità invidiabili nelle opere precedenti si fondono in un discorso stilistico pienamente riconoscibile. Nipotino di Luis Buñuel, non estraneo all’influenza di fratelli maggiori come Rafael Azcona e Marco Ferreri, Almodóvar (classe 1951) è un alfiere della ‘movida’ che ora sembra aver deciso cosa farà da grande. Cresciuto a surrealismi, ‘esperpento’ e provocazioni, il nostro è maturato fino a diventare un narratore originale e affascinante. Le bizzarrie del caso sono assunte da Almodóvar come situazioni di stralunata normalità e l’ironia con cui sono pedinati non impedisce ai personaggi di incarnare incredibilmente le più assurde motivazioni. Nella fotografia di Beato, in un echeggiare di canzoni scalpitanti, Liberto Rabal, Francesca Neri, Angela Molina, Yavier Bardem e José Sancho palpitano di fisicità e verosimiglianza”.
(Tullio Kezich, Il Corriere della Sera, 15 Novembre 1997)

“Non un film alla Almodóvar ma un film di Almodóvar. Forse il suo migliore. Arrivato all’opus numero 13, il cineasta spagnolo mostra di aver messo a punto uno stile personale e affascinante: spedite in soffitta le provocazioni pop degli anni della ‘movida’, Pedro è approdato a un modo di raccontare più inteso, che sfrutta le risorse squisitamente spagnole del melodramma in una chiave di approfondimento psicologico. Già segnalata dallo sfortunato Il fiore del mio segreto, la svolta viene confermata, appunto, da Carne tremula, noir vagamente ispirato al romanzo di Ruth Rendell Carne viva. Magari in italiano l’aggettivo ‘tremula’ non restituisce le stesse palpitazioni sensuali evocate dalla lingua spagnola: più che tremolante la carne in questione è infatti fremente, trafitta da un piacere che potrebbe rivelarsi mortale. In un clima sensuale e denso, marchiato a sangue da un destino che rivendica la sua quota di dolore, alla maniera di certi noir hollywoodiani anni Quaranta, Carne tremula assomma coincidenze bizzarre e colpi di scena, rispettando le ragioni di tutti e insieme marciando verso uno show-down violento dal quale tuttavia nascerà qualcosa di buono. Piace, di Carne tremula, il rigore con il quale Almodóvar pedina i suoi personaggi, murati vivi in un gioco scandito dalle regole del caso e del sesso”.
(Michele Anselmi, L’Unità, 26 Novembre 1997)

 

 

Luca Biscontini