Stasera in tv Casinò di Martin Scorsese

Stasera in tv su Cielo alle 21,20 Casinò, un film del 1995 diretto da Martin Scorsese e interpretato da Robert De Niro, Sharon Stone e Joe Pesci. Il film è ispirato al libro dello stesso anno di Nicholas Pileggi Casino: Love and Honor in Las Vegas, che dettaglia le attività criminali dei mafiosi statunitensi Frank “Lefty” Rosenthal e Anthony “The Ant” Spilotro nel mondo dei casinò della Las Vegas degli anni ottanta. Viene spesso considerato la terza parte di una trilogia del regista sulla mafia, iniziata nel 1973 con Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno e proseguita nel 1990 con Quei bravi ragazzi. Per la sua interpretazione, la Stone venne candidata all’Oscar e vinse il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico, mentre Scorsese ottenne una candidatura a quello per il miglior regista. Con Robert De Niro, Sharon Stone, Joe Pesci, James Woods, Don Rickles, Alan King, Kevin Pollak, L.Q. Jones, Dick Smothers, Frank Vincent, Pasquale Cajano.

Trama
Sam “Ace” Rothstein ha bruciato le tappe nei ranghi mafiosi grazie al suo intuito eccezionale. Grazie a quello stesso intuito è ora (1973) a capo di ben quattro casinò di Las Vegas, completamente in regola se non fosse per la parte di entrate che regolarmente defluisce verso le casse dei “padrini” e per il fatto che Ace non ha la licenza per l’attività. Gli affari vanno a gonfie vele, e Sam ormai ha in mano un impero, ma commette due errori. Prima decide di sposare Ginger, splendida giocatrice priva di scrupoli, succuba della bottiglia, della droga e di un altro uomo. Poi permette che il casinò diventi terreno di caccia anche per il vecchio amico Nicky, killer isterico dal grilletto facilissimo. Il triangolo malsano porta all’autodistruzione.

“Da una storia realmente accaduta, proprio come faceva Shakespeare con le cronache dei re inglesi, Scorsese ha estratto le linee di forza di un racconto drammatico che sposa l’iperrealismo al pittoresco nella descrizione della malavita, con i suoi complicati rituali piccolo borghesi e le sue feroci condanne inappellabili. Da oggi in poi, quando vedremo le mille luci di Las Vegas non potremo evitare di pensare alle tombe clandestine immerse nel buio del deserto circostante. Se nel teatro elisabettiano ci si scannava per la corona, ai tempi nostri ci si scanna per il denaro: il giudizio di Casinò sull’ambiente del gioco, metafora delle pulsioni di morte della società capitalista, è di rifiuto totale. Forse perciò questo imponente film di denuncia non è destinato a diventare troppo popolare.”
(Tullio Kezich, Corriere della Sera, 23/3/96)

“Benché all’origine di Casinò ci sia una biografia del bestseller Nicholas Pileggi, una narrazione garantita da documenti e interviste sull’ascesa, l’apogeo e la caduta (ma non la scomparsa) di un gangster, non siamo, in Casinò, alla messa in opera dell’avventura di un malavitoso fra il 1972 e l’82 bensì alla dilatazione, alla mitizzazione di spunti che, nella cronaca, hanno un lontano riscontro. Lo sfarzo di una vita apparente, di un’avventura da cinema, è valorizzato dalla scenografia di Dante Ferretti, dalla fotografia di Robert Richardson, dalla recitazione e dalla scioltezza di una cinepresa che non concede indugi”.
(Francesco Bolzoni, Avvenire, 24/3/96)

“Può darsi che in Casinò ci siano molte autocitazioni, ma ciò che conta sono le immagini, il ritmo, lo stile. E Scorsese offre un immaginario sovrabbondante, enorme, squarciato dalla violenza e dal delirio dei personaggi che, come in un mélo d’altri tempi, si conducono inesorabilmente all’annientamento. Le prime due ore, tutte giocate tra le voci fuori campo di De Niro e Pesci, sono il preludio all’esplosione dell’ultimo atto in cui si compie la tragedia che non perdona nessuno”.
(Filmtv)

 

 

Luca Biscontini