Stasera in tv Che – L’argentino di Steven Soderbergh, con Benicio del Toro

Stasera in tv su Iris alle 21 Che – L’argentino (The Argentine), un film biografico del 2008 diretto da Steven Soderbergh, basato sulla vicenda del rovesciamento della dittatura cubana di Fulgencio Batista da parte di Ernesto “Che” Guevara, interpretato da Benicio del Toro, e un gruppo di esuli cubani guidati da Fidel Castro, nel 1956. Il film è ispirato dal libro La Guerra Rivoluzionaria a Cuba scritto dallo stesso Ernesto Guevara. Che – L’argentino è la prima di due parti dedicate alla figura di Che Guevara, la seconda Che – Guerriglia è sempre diretta da Soderbergh. Le due parti, riunite in un unico film, sono state presentate in concorso al 61º Festival di Cannes, dove il protagonista Benicio del Toro ha vinto il premio per la miglior interpretazione maschile. Il film è stato distribuito in Italia dalla BiM Distribuzione a partire dal 10 Aprile 2009. Con Benicio Del Toro, Franka Potente, Santiago Cabrera, Demián Bichir, Kahlil Mendez, Yamil Adorno, Jorge Alberti, Ricardo Alvarez.

Trama
Le tappe della rivoluzione cubana, partita da quando Ernesto Guevara e Fidel Castro si conobbero in Messico ad una cena organizzata da un comune amico. Il fattore scatenante del desiderio rivoluzionario di Fidel Castro fu il colpo di Stato organizzato nel 1952 dai vertici delle Forze Armate Cubane ed in primo luogo dal generale Fulgencio Batista: da quell’atto brutale e criminale nasce il progetto di dar vita a una rivoluzione facendo leva sul malcontento del popolo cubano per liberare Cuba dalla dittatura e da un governo corrotto ed assoggettato agli interessi nordamericani sull’isola caraibica. Si ripercorrono tutte le tappe e le battaglie più importanti, a partire dallo sbarco a Cuba dello yacht Granma a Playa de Las Coloradas, che portarono il Che fino a Santa Clara, penultimo passo verso la vittoria rivoluzionaria della guerriglia guidata da Fidel Castro. Memorabile il “Patria o muerte!” pronunciato al termine del discorso del Che al Palazzo di Vetro dell’ONU dopo gli interventi dei delegati di Stati Uniti, Panama, Venezuela e Nicaragua, che avevano fortemente attaccato il Comandante Che Guevara, accusandolo di immischiarsi in fatti che non lo riguardavano.

“A quarantuno anni dall’uccisione del comandante Che Guevara nella scuola boliviana de La Higuera ne abbiamo sentite di tutti i colori: dalle mitizzazioni esagerate alle infime delazioni, dalle solerti agiografie al revisionismo galoppante. E Soderbergh, non ha di certo intenzione di accodarsi a fans o detrattori. Semplicemente osserva l’uomo Ernesto Guevara, ritraendolo negli impacci dell’asma, nell’improvvisa e inaspettata popolarità, e soprattutto nello slancio solidaristico di lotta rivoluzionaria a favore degli oppressi. (…) Soderbergh sminuzza i dettagli del viso, del corpo e dell’abbigliamento di Guevara come ci avevano tramandato foto e filmati storici e li ricompone in modo antispettacolare, escludendo i primi piani più convenzionali e includendo improvvisi lampi di genio come la chiusura in soggettiva, dove lo spettatore diventa il Che che guarda gli occhi vuoti e le mani tremanti del suo assassino. Noi cadiamo per terra assieme a Ernesto Guevara, sentendo insieme a lui un fischio fastidiosissimo che ci porta alla morte su schermo bianco. «Non avevo intenzione di idolatrare l’icona da t-shirt – afferma senza enfasi Soderbergh – ma volevo illustrare nel dettaglio lo sforzo psichico e fisico che necessitavano le due campagne di guerriglia dirette da Che Guevara e di mostrare il processo con il quale un uomo dotato di una volontà indomabile scopre la capacità d’ispirare e spronare altri uomini alla rivoluzione. Il Che non l’avrebbe mai ammesso, ma lo stile conta. Conta sicuramente in questo film ed è un elemento cruciale per la comprensione dell’opera nel suo insieme».”
(Davide Turrini, Liberazione, 23 Maggio 2008)

“È la prima delle 2 parti (4 ore e mezzo) di un film euroamericano sulla vita di Ernesto Guevara de la Serna (1928-67) detto “Che”, politico cubano, di nascita e di famiglia argentino. Covato dal 1996 al 2005, ha preso forma con la sceneggiatura di Peter Buchman, scritta d’intesa con il regista, che prescinde dalla continuità cronologica. Nel raccontare gli anni 1956-59 (e un flashback del 1955 con l’incontro in Messico tra Guevara e Fidel Castro) si salta al 1964 e a New York con il discorso di Guevara alle Nazioni Unite. È un film intessuto di conflitti e contraddizioni, ambivalenze e contrappunti: azione e teoria, rivoluzione e politica, epica e cronaca, avventura e fisiologia (l’asma), catechismo e distacco. Sognato per anni da un regista anomalo nel panorama di Hollywood, e tenacemente voluto dalla produttrice Laura Bickford, questo film ha almeno un pregio indiscutibile: il carisma interpretativo di Del Toro. Guidato da Soderbergh, riesce a fondere tre tipi di attori, quelli che vogliono portare al pubblico un’idea, quelli che s’incarnano in un personaggio e quelli, romantici, che rifiutano la realtà comune. Girato in digitale”.
(Morandini)

 

 

Luca Biscontini