Stasera in tv Dramma della gelosia di Ettore Scola

Stasera in tv su rai Storia alle 21,30 Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca), un film del 1970 diretto da Ettore Scola, interpretato da Marcello Mastroianni, Monica Vitti e Giancarlo Giannini. Presentato in concorso al 23º Festival di Cannes, valse a Mastroianni il premio per la migliore interpretazione maschile. Prodotto da Pio Angeletti e Adriano De Micheli, scritto e sceneggiato da Age & Scarpelli ed Ettore Scola, con la fotografia di Carlo Di Palma, Il montaggio di Alberto Gallitti, le scenografie di Luciano Ricceri, i costumi di Ezio Altieri e le musiche di Armando Trovajoli, Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) è interpretato da Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Giancarlo Giannini, Marisa Merlini, Manolo Zarzo, Josefina Serratosa, Hercules Cortez, Corrado Gaipa, Manuel Zarzo, Josefina Serratosa.

Trama
Oreste (Mastroianni), muratore maturo e coniugato, conosce la fioraia Adelaide (Vitti) e tra i due sboccia l’amore. Poi lei si innamora anche di un giovane pizzaiolo e Adelaide vorrebbe dividersi tra i due, ma Oreste non ci sta. Sconvolto dalla gelosia, quando l’amata decide di sposare l’altro, involontariamente la uccide.

Uno dei film più divertenti di Ettore Scola, per la forza comica della storia rocambolesca e per le grandi capacità degli interpreti, tre fuoriclasse quali Marcello Mastroianni, Monica Vitti e Giancarlo Giannini. Chissà perché ancora è spesso presente nella critica cinematografica quella sciocca supponenza che la fa tendere ad assumere un atteggiamento spocchioso nei confronti di opere mosse sostanzialmente dall’intento di divertire, come se ciò costituisse un peccato mortale non emendabile. Non considerando, tra l’altro, quanto sia difficile far ridere. Ritenere Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) un film minore del regista di Trevico è una fesseria colossale, laddove, oltre tutto, non mancano, pur sempre all’interno dei toni della commedia, diversi accenni critici alla società dell’epoca, in cui sempre più si stava diffondendo una mentalità dedita al consumo e al godimento.

Il fatto che i personaggi siano eccessivamente caratterizzati non può essere considerato un difetto. È proprio a partire dalla loro forte deformazione (Adelaide ed Ettore, in particolare, ma anche alcuni ruoli minori – vedi Amleto) che si genera una vis comica travolgente. Così come i dialoghi, anch’essi, ridondanti e macchiettistici. Sono presenti battute che non si possono dimenticare. Come quando Adelaide, dopo essere stata percossa dall’attempata moglie di Oreste, al pronto soccorso strilla, delirante: “Quell’omo è mio pe diritto de natura”. O quando la stessa, dopo che Oreste scopre il suo tradimento, afferma, perentoria: “Er sangue fa er corso suo”.

Anche se la prestazione più intensa la offre Marcello Mastroianni, con un personaggio, tenero, comico e drammatico al tempo stesso. Tanto che si aggiudicò il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes, in barba a critici sciocconi. Sullo sfondo le manifestazioni, le lotte operaie, i lavoratori, i raduni a San Giovanni per i comizi: un’Italia che a vederla oggi, in un mondo in cui la politica ha subito il definitivo scacco, commuove non poco. E poi, a sostegno del film parlano i fatti: a distanza di più di cinquant’anni Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) resta un film quasi venerato. E, di tanto, in tanto, non si può mancare di rivederlo.

 

 

Luca Biscontini