Stasera in tv Effetti collaterali di Steven Soderbergh

Stasera in tv su Iris alle 23,25 Effetti collaterali, un film del 2013 diretto da Steven Soderbergh e interpretato da Jude Law, Rooney Mara, Catherine Zeta Jones, Channing Tatum e Vinessa Shaw. Soderbergh, per questo film, ha dichiarato di essersi ispirato al celebre thriller erotico Attrazione fatale del 1987 di Adrian Lyne. Scott Z. Burns ha iniziato a tessere la sceneggiatura tenendo a mente lo stile dei thriller a sfondo noir, come La fiamma del peccato e Brivido caldo, e coinvolgendo nello sviluppo narrativo l’universo della psicofarmacologia e il comportamento scorretto di alcuni medici a danno dei pazienti.

Trama
Dopo che il suo equilibrio è andato in crisi, Emily (Rooney Mara) è spinta a cercare aiuto per l’ansia di cui soffre. Curata dapprima con una cura a base di antidepressivi tradizionali, che le causano uno stato di assuefazione e non portano a nessun miglioramento, Emily trova sollievo con l’uso di un farmaco in via di sperimentazione, che le consente di ritornare ad essere felice come un tempo, piena di energia e profondamente innamorata del marito Martin (Channing Tatum). Una notte però Martin viene pugnalato a morte nella cucina della loro abitazione e all’arrivo della polizia Emily è sorpresa con un coltello ancora in mano, nonostante lei non ricordi nulla di quanto avvenuto.

“Un thriller psicologico anni in stile anni ottanta, con un colpo di scena finale da noir classico e una protagonista (Rooney Mara) che piacerebbe molto a Hitchcock. Per quello che potrebbe essere il suo ultimo lavoro da regista (se si eccettua Behind the Candelabra, il film su Liberate realizzato per Hbo che vedremo presto a Cannes), Steven Soderbergh rielabora temi che gli sono cari (lo squarcio di un’umanità apparentemente incapace di gestire/manifestare le sue emozioni, la malattia del capitalismo, il cinema) in un racconto venato d’ironia in curioso equilibrio tra Psycho e Woody Allen, e, ammette il regista, influenzato da Attrazione fatale («Ho guardato a lungo il film di Adrian Lyne… Sapeva esattamente cosa stava facendo. È molto ben diretto. Anche se in realtà gli anni Ottanta sono stati un terribile periodo per il cinema Usa – il momento in cui le corporation hanno assunto il controllo di Hollywood»). (…) Solo velatamente legato al tema di fondo di Contagion (il ruolo della grandi corporation nella ricerca medica e nella nostra vita di tutti i giorni), Effetti collaterali è, per certi versi, un ritorno di Steven Soderbergh a un tipo di cinema di genere più «tradizionale», riconoscibile, dopo gli asciutti, ipercinetici, detour sprimentali di Magic Mike, Haywire e The Girlfriend Experience. Alla ricerca sul corpo, che attraversava tutti quei film, qui si sostituisce un piacere quasi fisico dell’intrigo narrativo e dei suoi meccanismi. In quel senso, forse Effetti collaterali è un film più vicino alla giocosità patinata degli Ocean. Anche se, rispetto a quella Las Vegas tutta sfarzo e colori sgargianti, Soderbergh (come sempre anche alla fotografia con lo pseudonimo Peter Andrews) dà alla sua New York una qualità sonnambula, stupefatta – drogata? – che rende i personaggi quasi evanescenti. Come il regista newyorkese per eccellenza, Woody Allen (e a suo tempo Robert Altman), Soderbergh si è ritagliato un percorso autoriale off Hollywood, ma può contare su un pool di star e attori di qualità che farebbe qualsiasi cosa in un suo film. Come Hitchcock ha un controllo sublime della forma e della suspense del racconto. Effetti collaterali è meno emozionante, sperimentale, dei suoi ultimi film. Ma è una visione piacevolissima.”
(Giulia D’Agnolo Vallan, Il Manifesto, 1 Maggio 2013)

 

 

Luca Biscontini