Stasera in tv Fuga di mezzanotte di Alan Parker

Stasera in tv su La7 alle 23,30 Fuga di mezzanotte (Midnight Express), un film del 1978 diretto da Alan Parker. Prodotto da Alan Marshall e David Puttnam e tratto dall’omonima autobiografia di Hayes, adattata per il grande schermo da Oliver Stone, il film venne acclamato per le sue scene di forte realismo e di notevole impatto emotivo, distinguendosi subito come uno dei thriller più notevoli degli anni settanta e consacrando il talento registico di Alan Parker. Venne presentato in concorso al 31º Festival di Cannes e ricevette sei candidature ai Premi Oscar del 1979, aggiudicandosi due statuette per la sceneggiatura di Stone e la colonna sonora di Giorgio Moroder. Molto apprezzata fu anche l’interpretazione dell’attore Brad Davis, premiato con un Golden Globe per il miglior attore debuttante: per il giovane interprete il premio significò l’ascesa fra le maggiori star del momento. Con Brad Davis, Irene Miracle, Bo Hopkins, Paolo Bonacelli, Paul L. Smith, Randy Quaid, Norbert Weisser, John Hurt, Mike Kellin.

Trama
In vacanza a Istanbul, Billy Hayes si fa convincere da un tassista a comprare un paio di chili di hashish e prova a passare la frontiera. Naturalmente lo fermano e comincia per lui un’odissea allucinante all’interno delle galere turche con violenze fisiche e psicologiche. L’uccisione del direttore della prigione gli offre però un’inaspettata possibilità di fuga.

“Il 6 ottobre 1970 Billy Hayes (Brad Davis), in vacanza in Turchia con la fidanzata viene arrestato all’aeroporto di Istanbul per la detenzione di 2 kg di hashish. Confinato nelle terribili carceri di Sagmalcilar, condannato ad una pena di 30 anni, perso nella disperazione, ha un unico obiettivo, la fuga. Come in tutte le opere basate su fatti realmente accaduti, anche in questo film di Alan Parker, il reale deve essere sacrificato alla finzione. Il pubblico chiede sangue, dolore e il regista e lo sceneggiatore sono pronti a soddisfare le sadiche voglie della platea. Oliver Stone, qui in veste di sceneggiatore, si attenne sono formalmente al libro Midnight Express scritto dal vero Hayes, infarcendo le vicende reali, sicuramente terribili, con episodi al limite del tollerabile. Le torture fisiche e psicologiche subite dal protagonista, la fuga finale sono, infatti, per gran parte frutto della mente di Stone, e lo stesso Hayes, successivamente, prese le distanze dal film, escludendo a priori di avere mai subito violenze sessuali e ridimensionando, notevolmente, il reale impatto avuto con le carceri turche.

È inutile dire che il film suscitò non poche polemiche: l’immagine che fu data in pasto agli spettatori della Turchia era al limite del tollerabile. Le imprecisioni, le libere concessioni erano talmente evidenti che ci si meraviglia come non sia scoppiato un caso diplomatico. Gli stessi attori carcerieri erano semplicemente di origine maltese o curda e anche gran parte dei dialoghi “turchi” erano in un idioma difficilmente comprensibile.

Ma tralasciando queste inesattezze, Fuga di mezzanotte giunge sicuramente al suo obiettivo: qual è il limite di sopportazione per un uomo? A quali angherie ci si deve piegare prima di perdere la ragione? La risposta è da cercare nei cunicoli della prigione, nelle celle che trasudano sudiciume, nella bestialità di secondini al di fuori di ogni razionalità. Si ricerca la violenza in modo quasi spietato, tanto che la doccia omosessuale tra il protagonista e un prigioniero, paradossalmente, sembra quasi un’idilliaca danza in mezzo a tanto orrore. Le ambientazioni carcerarie sono al limite della sopravvivenza, specie di catacombe dove anche la luce sembra volersene scappare. Così, quando Hayes massacra letteralmente una malcapitata spia, rea di aver fatto svanire le speranze di fuga e accusatore di un amico prigioniero, la scena più violenta diventa anche la più attesa. La tensione accumulata nella visione, il disgusto, troverà sfogo nel continuo colpire senza pietà del protagonista: ogni suo pugno, ogni suo calcio verrà accompagnato da un senso di soddisfazione. Oscar ad Oliver Stone come miglior sceneggiatura non originale, oscar a Giorgio Moroder per la colonna sonora. La fuga di un uomo da un inferno oltre ogni immaginazione”.
(Debaser)

 

 

Luca Biscontini