Stasera in tv I predatori dell’arca perduta di Steven Spielberg, con Harrison Ford

Stasera in tv su Paramount Network alle 21,15 I predatori dell’arca perduta, un film del 1981 di Steven Spielberg, capostipite della tetralogia cinematografica di Indiana Jones. Nel 2000 il film è stato reintitolato Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta (Indiana Jones and the Raiders of the Lost Ark), seguendo la denominazione degli altri capitoli della serie. Il film è stato il maggior incasso stagionale negli Stati Uniti, con 209 milioni di dollari (a fronte di un costo di produzione di 18 milioni), eguagliando il miglior incasso dell’anno precedente, L’Impero colpisce ancora. Distribuito nuovamente nelle sale il 16 luglio 1982, in una stagione dominata dal successivo film di Spielberg, E.T. l’extra-terrestre, ha incassato altri 21 milioni e ha avuto un’ulteriore uscita il 25 Marzo 1983, per altri 11 milioni, raggiungendo un incasso totale in patria di 245 milioni di dollari. A livello mondiale ha incassato complessivamente 384 milioni, divenendo il film col maggiore incasso del 1981. Con Harrison Ford, Karen Allen, Paul Freeman, Denholm Elliott, Ronald Lacey, John Rhys-Davies, Alfred Molina, Wolf Kahler, Anthony Higgins.

Trama
Scampato a un’avventura nella foresta amazzonica, Indiana Jones, archeologo e avventuriero, riparte per cercare l’Arca dell’Alleanza di Mosè, sulle cui tracce si trovano anche gli emissari di Hitler (siamo nel 1936). Arrivato in Egitto trova l’Arca perduta in un pozzo popolato da serpenti, ma viene scoperto dai tedeschi che si impossessano dell’Arca e murano Jones dentro al pozzo. Indiana scappa, si mette all’inseguimento dei tedeschi e, dopo varie peripezie, li raggiunge nell’isola segreta in cui si sta per aprire il mitico contenitore. Il film è un’ininterrotta serie di pericoli mortali, inseguimenti e colpi di scena.

Indiana Jones prende il nome dal cane di razza alaskan malamute di George Lucas. Nel terzo film si scoprirà che anche il cane del dottor Jones si chiamava Indiana. Per il personaggio di Indiana Jones originariamente George Lucas propose di chiamarlo “Indiana Smith”, tuttavia Steven Spielberg detestava questo nome, pensava suonasse davvero male, allora Lucas disse: «Chiamalo Indiana Jones o come ti pare, il film è tuo ora». Tom Selleck fu il primo attore scelto per il ruolo di Indiana Jones, ma dovette rifiutare poiché aveva firmato un contratto in esclusiva per la serie televisiva Magnum, P.I..

Per il ruolo di Marion erano state inizialmente pensate Amy Irving e Debra Winger. Per il ruolo di Belloq Steven Spielberg avrebbe invece voluto o Giancarlo Giannini o Jacques Dutronc, ma poiché nessuno dei due sapeva parlare in inglese il ruolo fu affidato a Paul Freeman. Nel cast compaiono, in piccoli cameo, il responsabile degli effetti speciali Dennis Muren (che lavorerà ancora, in futuro, con Spielberg) nei panni della spia nazista che insegue Indy in aereo (sta leggendo la rivista Life) e il produttore Frank Marshall (regista di Alive e di Aracnofobia) come pilota dell’Ala Volante tedesca.

I predatori dell’arca perduta è stato acclamato dalla critica e dal pubblico. Su Rotten Tomatoes il film ha una percentuale di gradimento del 94% con un voto medio di 9,2 su 10 basato su 71 recensioni. Il film ha anche una valutazione di 85 su Metacritic, che indica “consensi universali”. Il National Board of Review l’ha inserito fra i migliori dieci film del 1981. Il New York Times lo ha inserito nella sua lista dei 1000 migliori film di sempre. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al sessantesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al sessantaseiesimo posto. Nel 2001 l’ha inserito al 10º posto nella sua lista dei cento migliori film thriller statunitensi di tutti i tempi (che comprende film d’azione, noir, horror e di fantascienza). Il personaggio Indiana Jones occupa il secondo posto nella classifica dei cento migliori eroi cinematografici. Nel 1999 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

 

 

Luca Biscontini