Stasera in tv Il gatto di Luigi Comencini, con Mariangela Melato e Ugo Tognazzi

Stasera in tv su Rai Movie alle 23,15 (ma disponibile anche su RaiPlay) Il gatto, un film del 1977 diretto da Luigi Comencini e interpretato, tra gli altri, da Ugo Tognazzi, Mariangela Melato, Michel Galabru, Dalila Di Lazzaro e Philippe Leroy, oltre all’inconsueta apparizione dello stesso Comencini. Prodotto da Sergio Leone, scritto e sceneggiato da Rodolfo Sonego, Augusto Caminito e Fulvio Marcolin, con la fotografia di Ennio Guarnieri, il montaggio di Nino Baragli, le scenografie di Dante Ferretti e le musiche del maestro Ennio Morricone, Il gatto valse un David di Donatello a Mariangela Melato per la migliore attrice protagonista.

Trama
Amedeo e Ofelia, avidi fratelli, sono proprietari di un decrepito palazzo romano a fitto bloccato. Quando ricevono una ricca offerta per vendere l’immobile, cercano di sfrattare tutti gli inquilini. Per poter indagare nelle loro case e nelle loro vite, sfruttano la morte per avvelenamento del loro gatto.

“È una sapida commedia all’italiana, una commedia di caratteri, il cui inverosimile intreccio, romanzato all’eccesso, è pretesto per una serie di situazioni divertenti, di azzeccate notazioni di costume, di esasperati ‘ritratti’ di vizi individuali e sociali. Nel film campeggiano soprattutto i due bravi protagonisti, che, assecondati da una schiera di altrettanto esperti caratteristi, disegnano con sapiente mestiere le figure di due miserabili campioni di grettezza spirituale e di avidità.”
(Segnalazioni cinematografiche, vol. 84, 1978)

“Luigi Comencini sembra riprendere lo spirito de I mostri (1963) di Dino Risi nel mettere in luce le idiosincrasie e le manie ossessive nascoste dietro alla rispettabile facciata dell’italiano medio borghese. In una singolare (per il cinema italiano) cornice da commedia nera, Ugo Tognazzi e Mariangela Melato interpretano con misurato istrionismo due fratelli abietti, avidi, prepotenti e infidi, spinti ad agire non dal senso civico, ma dal puro tornaconto personale. Gli inquilini del palazzo, tuttavia, non sono tanto migliori di loro: nascosti dietro a un velo di perbenismo e ipocrisia, gli scheletri che hanno nell’armadio smascherano la loro bassezza morale. La regia sorregge con fluida ironia la geometrica scrittura (basata su un soggetto di Rodolfo Sonego, autore anche della sceneggiatura insieme ad Augusto Caminito e Fulvio Marcolin). Una pellicola ricca di sarcasmo, in cui Comencini racconta la grettezza di un certo tipo di italianità, pronta a tutto per poter guadagnare sulle spalle altrui. Contributi tecnici di prim’ordine: fotografia di Ennio Guarnieri, musiche di Ennio Morricone e scene di Dante Ferretti”.
(LongTake)

 

 

Luca Biscontini