Stasera in tv Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini, con Vittorio De Sica

Stasera in tv su Rete 4 alle 00,45 Il generale Della Rovere, un film del 1959 diretto da Roberto Rossellini, realizzato su un soggetto di Indro Montanelli, dalla rielaborazione del quale prese forma l’omonimo romanzo. Scritto e sceneggiato da Indro Montanelli, Sergio Amidei e Diego Fabbri, con la fotografia di Carlo Carlini, il montaggio di Cesare Cavagna e Anna Maria Montanari, le scenografie e i costumi di Piero Zuffi e le musiche di Renzo Rossellini, Il generale Della Rovere è interpretato da Vittorio De Sica, Hannes Messemer, Sandra Milo, Giovanna Ralli, Vittorio Caprioli, Nando Angelini, Anne Vernon, Linda Veras. Il film si aggiudicò il Leone d’Oro al Festival di Venezia ex aequo con La grande guerra di Mario Monicelli.

Trama
Al tempo dell’occupazione tedesca un truffatore, Bertone, viene arrestato dalle SS: è accusato di essersi fatto versare delle somme dai parenti dei fucilati e dei deportati, vantando inesistenti aderenze presso il comando tedesco. Ora lo stesso uomo è esposto al pericolo di essere fucilato; ma all’alto ufficiale che lo interroga viene l’idea di valersi dell’abilità dimostrata dall’imputato nel tessere imbrogli per i propri fini.

Dopo la trilogia sulla guerra conclusasi nel 1948 con Germania anno zero, Roberto Rossellini con questo Il generale Della Rovere e il successivo Era notte a Roma torna ai temi bellici e resistenziali; il regista aveva da poco concluso il film India e si era già recato in Brasile, nell’Agosto 1958, col proposito di verificare le condizioni per la realizzazione di un film tratto da Geografia della fame dell’etnologo brasiliano Josué de Castro. Il soggetto cinematografico (Il generale, Roma, Zebra film, 1959), che dopo l’uscita del film, rimaneggiato, diventerà anche un romanzo, nacque dall’esperienza di Montanelli stesso che venne imprigionato a San Vittore e conobbe realmente un certo Giovanni Bertoni, poi fucilato dai tedeschi a Fossoli nel 1944. Il film viene infine prodotto da Angelo Rizzoli che era detentore dei diritti sul racconto pubblicato dal giornalista. I familiari di Bertoni, dopo l’uscita del film, intentarono contro il regista una causa per diffamazione.

Come osserva Adriano Aprà, in questo film è dominante il “tema del muro”. Girato in gran parte in carcere, esso si apre con una carrellata sui muri di Genova, ricoperti di manifesti della Repubblica Sociale, e si conclude con la fucilazione, davanti a un muro su cui, però, un anonimo “graffitaro” ha affrescato l’immagine di una città (allusione al riscatto morale del protagonista). Anche la struttura del racconto è incentrata sul confronto tra Bardone e Müller, sul reciproco tentativo di cogliere le motivazioni alla base del loro agire e di superare le incomprensioni. La Resistenza e l’Italia del periodo restano sullo sfondo.

Alla 20ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il film venne premiato con il Leone d’oro, ex aequo con La grande guerra di Mario Monicelli (pur in presenza di notevoli opere straniere quali Il volto di Ingmar Bergman). Su Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini si rovesciano lo sdegno e la collera della destra, con il lancio di uova marce e nelle sale in cui il film viene proiettato; raccolse invece diffusi consensi sulla stampa moderata, come in quella di sinistra. Sul Corriere della Sera del 1º Settembre si scrisse di “felice ritorno alla sua vena migliore” del regista e, sulla stessa linea, il commento de l’Unità insisteva “È accaduto ciò che da almeno dieci anni ci ostinavamo a sperare”: cioè il ritorno alle origini di Roberto Rossellini. Pier Paolo Pasolini giudicò il film “un avvenimento davvero importante”, laddove mostrava che esisteva ancora una cultura capace di “togliere nuovamente la maschera all’Italia, vedere ancora la sua faccia vera, quindici anni dopo”.

 

 

Luca Biscontini