Stasera in tv Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, con Cary Grant

Stasera in tv su Iris alle 21 Intrigo internazionale (North by Northwest), un film del 1959 diretto da Alfred Hitchcock, universalmente considerato una delle opere migliori del regista inglese. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al quarantesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al cinquantacinquesimo posto. Cary Grant nella parte del protagonista era alla quarta collaborazione con il regista, dopo Il sospetto, Notorious e Caccia al ladro. Nel ruolo della protagonista femminile Hitchcock volle Eva Marie Saint, mentre la MGM cercava di proporgli Cyd Charisse. Per Leo G. Carroll, il professore, fu la sesta apparizione in un film di Hitchcock; Jessie Royce Landis interpretò il ruolo della madre di Roger Thornhill, malgrado fosse più vecchia di Grant di soli sette anni. Con Cary Grant, Eva Marie Saint, James Mason, Leo G. Carroll, Jessie Royce Landis, Josephine Hutchinson, Philip Ober, Martin Landau.

Trama
Un pubblicitario, Roger Thornhill, viene scambiato per un agente di nome Kaplan e rapito da un’organizzazione spionistica che tenta di ucciderlo. Riesce a fuggire, ma nessuno vuol credere alla sua storia: anzi, per un altro equivoco, viene accusato dell’assassinio di un diplomatico. Una misteriosa bionda, Eva, sembra aiutarlo, ma si rivela poi essere l’amante del cattivo. O no?

Riportiamo una parte della recensione di Bill Krohn apparsa in Hitchcock at Work (2004)

Basato su un episodio realmente accaduto durante la Seconda guerra mondiale, quando l’OSS creò una falsa spia per ingannare i tedeschi, North by Northwest segnò il trionfale ritorno di Hitchcock al genere di The 39 Steps (Il club dei trentanove, 1935), il suo primo grande successo internazionale. Per il film, realizzato da una MGM in gravi difficoltà che aveva disperatamente bisogno di un titolo di Alfred Hitchcock nel proprio listino, il regista aveva a disposizione Cary Grant e un contratto che per la prima volta gli assicurava il controllo totale. Gli fu dunque possibile spingere al di là del solito il proprio gusto per l’assurdo, collegando una serie di eventi scelti in base alla loro ambientazione (il Palazzo dell’ONU, il Monte Rushmore) e alle insolite possibilità di pericolo che essi offrivano (un incrocio deserto in pieno giorno, un’affollata sala d’aste).

Risultato di idee che Hitchcock andava elaborando da anni, North by Northwest divenne una perfetta produzione MGM anche perché il regista, all’apice del proprio successo, acconsentì a realizzare il progetto insieme a Ernest Lehman, sceneggiatore di studio che si rivelò un collaboratore ideale. È ovvio che una major a lungo celebre per lo sfarzo produttivo esigesse un prodotto smagliante, con star dall’aspetto impeccabile (una “fetta di torta”, come Hitchcock amava sottolineare, piuttosto che una “tranche de vie”). E in qualche modo North by Northwest, con la sua successione di colpi di scena sospesi a un’esile trama, somiglia proprio a un musical MGM (anche grazie al magnifico accompagnamento di Bernard Herrmann, il cui tema è ispirato a West Side Story, il musical a cui Roger Thornhill ha intenzione di assistere insieme alla madre prima di essere rapito dagli agenti dell’organizzazione). Roger, nei fumi dell’alcol, arriva persino a canticchiare alcune battute di My Fair Lady quando gli agenti dello spionaggio lo spingono a forza sull’auto sportiva che dovrebbe condurlo alla morte.

Il film venne realizzato velocemente, nel tentativo di rispettare una data di uscita che infine dovette essere comunque rimandata. Non vi fu il tempo di creare lo storyboard della celeberrima sequenza in cui Roger viene attaccato in un luogo deserto dall’aereo che sparge il diserbante, anche se in seguito Hitchcock ne realizzò alcuni schizzi su richiesta del dipartimento pubblicitario dello studio. All’ultimo momento i censori insistettero sul fatto che Roger ed Eve dovessero essere sposati quando lui, nel finale, la solleva sulla cuccetta della carrozza letto. Dopo aver preso in considerazione l’idea di mostrare i piedi dei personaggi ciondolanti su una valigia aperta con la scritta “Just married”, Hitchcock aggiunse una battuta per chiarire la regolarità della situazione, ma si prese la propria rivincita aggiungendo la nuova, celebre immagine finale in cui il treno entra in una galleria, sottolineata dal trionfale accompagnamento delle percussioni di Herrmann.

Leggero come una piuma, North by Northwest è comunque sempre stato uno dei film preferiti dagli esegeti di Hitchcock, certamente anche perché si tratta di una vera storia d’amore e di un racconto che ben si presta all’interpretazione allegorica. La critica ha visto in Roger Thornhill, perfetta incarnazione dell’eroe dai mille volti in flanella grigia creato da Hitchcock, un’immagine dello stesso spettatore (e certo il film scatena un potente meccanismo identificativo), dell’eterno adolescente che alla fine decide di crescere, o persino di Cristo. Poiché la genesi di North by Northwest si sovrappone e si interseca a quella di Vertigo (La donna che visse due volte, 1958), si può avere la tentazione di vedere in Roger ed Eve la versione redenta della coppia formata da James Stewart e Kim Novak: Eve inganna Roger e lo spinge verso la morte, poi lo ‘uccide’ nel ristorante, ma alla fine Roger salva Eve sul Monte Rushmore, l’equivalente salvifico del funesto campanile di Vertigo.

 

 

Luca Biscontini