Stasera in tv Kill Bill – Volume 2 di Quentin Tarantino

Stasera in tv su Spike (canale 49) alle 21,30 Kill Bill – Volume 2, un film del 2004 scritto e diretto da Quentin Tarantino e interpretato da Uma Thurman, David Carradine, Michael Madsen, Daryl Hannah, Gordon Liu, Michael Parks e Perla Haney-Jardine nella sua prima apparizione cinematografica. Si tratta della seconda parte di Kill Bill – Volume 1. Il film è uscito negli Stati Uniti il 16 aprile 2004 mentre in Italia uscì il seguente 23 aprile.

Trama
La “Sposa” continua a compiere la sua vendetta: dopo aver ucciso le prime due ex compagne della lista, Vernita Green e O-Ren Ishii, si mette sulle tracce di Elle Driver e di Budd, lasciando per ultimo Bill. Ma la situazione si complica quando la “Sposa” viene a sapere che sua figlia, che lei pensava morta, è sopravvissuta al massacro della chiesa.

“In Usa il capitolo conclusivo di ‘Kill Bill’ è stato accolto trionfalmente dal pubblico come un classico e un capolavoro. Esagerazioni? Autore dalle molteplici ascendenze orientali e italiane (omaggi nel rullo di coda a Leone, Fulci e Corbucci, citazioni musicali da Morricone e altri nostrani), Tarantino si conferma comunque un maestro della suspense, un campionissimo della bizzarria ineffabile e uno spregiudicato praticante della ‘mossa del cavallo’. E c’è da scommettere che l’intero ‘Kill Bill uno e due’ (durata complessiva 247 minuti) resterà in dvd un punto di riferimento del cinema postmoderno.”
(Tullio Kezich, ‘Corriere della Sera’, 24 aprile 2004)

“Alla fine aveva ragione Tarantino. Se ha frazionato ‘Kill Bill’ in due volumi è perché ha usato stili diversi per le due parti: la prima, realizzata sotto il segno dei film orientali di spada e arti marziali, l’altra come omaggio dichiarato al western all’italiana. (…) Rispetto al volume 1, i dialoghi tra i personaggi di infittiscono, la regia dilata i tempi, prevalgono i primi piani mentre la colonna sonora diffonde le musiche di Ennio Morricone e Luis Bacalov. Alla stilizzazione del cinema orientale si sostituisce un’altra stilizzazione, quella dell’iperrealismo. Le diverse scelte formali, però, non significano affatto assenza di uno stile personale; al contrario, il regista è più che mai fedele a se stesso. Lo è nell’uso della cultura pop, con relativa ironia: vedi l’episodio in cui Elle intrattiene la sua vittima, avvelenata, descrivendo le caratteristiche del micidiale serpente Balck Mamba, o quello dove Bill disquisisce dottamente sulle differenze tra Superman e Spider Man. Lo è nell’uso sadico-ironico del ‘gore’: e qui pensiamo alla scena dell’occhio strappato dall’orbita. Ma soprattutto, lo è perché pensa ogni situazione in termini di cinema.”
(Roberto Nepoti, ‘la Repubblica’, 24 aprile 2004)

 

 

Luca Biscontini