Stasera in tv La 25ª ora di Spike Lee, con Edward Norton e Philip Seymour Hoffman

Stasera in tv su Rai4 alle 21,20 La 25ª ora di Spike Lee (25th Hour), un film del 2002, diretto da Spike Lee, tratto dal romanzo omonimo scritto da David Benioff. È uno dei primi film ambientati a New York dopo la tragedia dell’11 Settembre 2001 ed il primo a mostrare Ground Zero. Considerato uno dei migliori film di Spike Lee, è stato presentato in concorso al Festival di Berlino. Il film ebbe un budget di 5 milioni di dollari. La lavorazione non presentò molti problemi. Per il montaggio del film, Lee ritornò a lavorare con Barry Alexander Brown, montatore di film quali Fa’ la cosa giusta e Malcolm X. A Brown Lee chiese di lasciare alle scene più respiro rispetto ai suoi film precedenti. Con Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper, Rosario Dawson, Anna Paquin.

Trama
Ultimo giorno di libertà per Monty Brogan, che sta per essere incarcerato: deve scontare sette anni per spaccio di droga. 24 ore per riflettere su se stesso (avrebbe voluto fare il pompiere), sul proprio destino (ha optato per il denaro facile), recuperare il legame con il padre, congedarsi dalla fidanzata (che forse è la responsabile della soffiata), dai suoi due migliori amici, Jacob e Francis, per giungere alla consapevolezza che deve pagare per quello che ha fatto.

“Il film non tirerebbe fuori tanta forza dolente, se non fosse ambientato nella New York del dopo 11 settembre. Spike la osserva con uno sguardo inquieto (c’è una scena di ‘melting pot’ che ne rivela l’isteria collettiva), ma anche pieno di fedeltà e compianto; come dimostrano l’inquadratura iniziale, con i raggi di luce al posto delle due torri, e quelle – dall’alto – sull’immensa ferita di Ground Zero. Il suo è il primo film visto veramente dall’interno della città sotto shock”.
(Roberto Nepoti, La Repubblica, 19 Aprile 2003)

“Ci sono film che da soli danno senso a un’intera stagione cinematografica. Arrivano al momento giusto e ci parlano del momento ingiusto: quello che il presente consegna alla Storia. Lo fanno con grande fede nelle capacità del cinema di raccontare il mondo attraverso l’arte, e di mettere l’Arte contro il Mondo quando questi si trasforma nel fantasma della sua storta Storia. La 25a ora di Spike Lee si assume questo compito. La 25a ora è l’ora che non c’è. Questa è l’ora, dice Spike Lee in questo film, della responsabilità etica, dell’assunzione di colpa. Le due colonne di luce che si ergono al posto delle torri gemelle sono i fari abbaglianti a cui l’occhio del presente non può sfuggire e l’America pure, benché sembri farlo così bendata dalla sua stessa cecità”.
(Dario Zonta, L’Unità’, 18 Aprile 2003)

“Il film ha un prologo che è quasi un cortometraggio, e rimanda per densità e atmosfera a Il falò della vanità di Brian De Palma.  In un fluire nottambulo, La 25a ora ammalia e rilancia Spike Lee in un cinema dalle grandi ambizioni artistico-produttive, dopo i documentari (The original king of comedy, 2000), i film-tv (A Huey P. Newton Story, 2001) e l’episodio anti-Bush nel collettivo Ten minute older (2002). La trama di azzurro elettrico permane allo scadere della notte, e in una sequenza incantata il Ground Zero emerge dall’alto della finestra del brocker, appartamento nella City, vista sulle Torri. Le ruspe scavano sotto la luce dei riflettori e della luna, e continuano quando lo sguardo umano non le inquadra più. La città delle Twin Towers saluta l’uomo che pensava a una vita facile e gli augura un buon ritorno, con il sorriso dei coreani, indiani, africani, russi, ebrei, arabi, gialli, bianchi, neri. Newyorkesi”.
(Mariuccia Ciotta, Il Manifesto, 18 Aprile 2003)

 

 

Luca Biscontini