Stasera in tv La città verrà distrutta all’alba di Breck Eisner

Stasera in tv su Mediaset Italia 2 alle 23,15 La città verrà distrutta all’alba (The Crazies), un film del 2010 diretto da Breck Eisner, rifacimento dell’omonimo film del 1973 di George A. Romero, accreditato anche come produttore esecutivo di questa versione. Il film è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi il 26 Febbraio 2010, mentre in Italia è stato proiettato per la prima volta il 23 Aprile dello stesso anno. Con Timothy Olyphant, Radha Mitchell, Joe Anderson, Danielle Panabaker, Christie Lynn Smith.

Trama
In seguito alla presenza di una micidiale tossina nell’acqua potabile, gli abitanti di Ogden Marsh, cittadina dell’Iowa, impazziscono e divengono violenti. Mentre lo sceriffo David Dutton (Olyphant) cerca di domare la situazione, sua moglie Judy (Mitchell), insieme ad altri cittadini non contaminati, forma un gruppo di resistenza per sopravvivere alle violenze dei folli.

Operazione analoga a quella del rifacimento di Dawn of the dead di George Romero questo La città verrà distrutta all’alba, sia nella forma che nei contenuti (nonostante diversi assetti produttivi e artistici): come la fantascienza anni ’50 rifletteva i timori di allora (l’invasione comunista su tutti), il fanta-horror contemporaneo affronta le angosce di oggi: il pericolo è interno, nascosto nel nostro mondo, la paranoia, la progressiva disgregazione della civiltà, le cui fondamenta vengono demolite dalla violenza dilagante; le persone amiche potrebbero costituire una possibile minaccia. E allora viene da pensare alla modernità di John Carpenter, che nel 1982 con The Thing, uno dei suo tre lungometraggi facenti parte della ‘Trilogia dell’apocalisse’, aveva già raccontato tutto questo. Quindi non dobbiamo più scrutare i cieli, ma chiudere bene porte e finestre, anche se potrebbe non bastare.

Per la seconda volta l’operazione è riuscita, nonostante (o forse proprio per) le ambizioni limitate: il risultato artistico è buono, la pellicola efficace, la visione disturbante quanto basta. Pur viaggiando nel binario della produzione di remake degli horror anni ‘70, oramai un vero e proprio filone a sfruttamento intensivo, il film vanta scelte originali, qualche spunto meritevole d’attenzione e una manciata di sequenze forti, come richiede il genere.

 

 

Luca Biscontini