Stasera in tv La mala ordina di Ferdinando Di Leo

Stasera in tv su Rai 4 alle 23,50 La mala ordina, un film di genere noir del 1972, diretto da Fernando Di Leo. Il titolo provvisorio del film era Ordini dall’altro mondo, e il film costituisce il secondo capitolo della Trilogia del milieu, dopo Milano calibro 9 e prima de Il boss. Le riprese del film si svolsero a Roma nei Dear Studios e in alcune location a Milano. La trama è liberamente tratta dal racconto di Giorgio Scerbanenco Milano Calibro 9, nonostante il titolo venga usato da Di Leo per un altro film, Milano calibro 9. Con Mario Adorf, Henry Silva, Woody Strode, Adolfo Celi, Luciana Paluzzi.

Trama
Un boss della mala americana si convince che il magnaccia siciliano Luca Canali abbia fatto sparire un carico di eroina del valore di alcuni miliardi. Per farlo fuori manda i killer Frank Webster e David Catania a Milano, dove l’uomo vive. I sicari, spalleggiati da don Vito, uccidono la moglie e la figlioletta di Luca. La sua vendetta sarà terribile.

“Ormai si sa: quando Fernando di Leo voleva e soprattutto poteva, sapeva tirar fuori dei grandi film. Ma anche quando i mezzi erano scarsi, gli attori mediocri, regalava dei lampi di genio che lo distinguevano da tanto altro B-movie italiano (si pensi solo al finale agghiacciante di Avere vent’anni). I suoi film migliori, comunque, rimangono i tre noir degli inizi degli anni ’70, Milano calibro 9, La mala ordina, Il boss, forse unici esempi di un genere poco praticato dal cinema italiano. Da lì a poco sarebbe esplosa la moda del genere poliziottesco, ma i film di di Leo restano un unicum per aver saputo dare un ritratto incisivo, teso, vibrante degli ambienti criminali, per aver esplorato un microcosmo sorretto dalle proprie regole e dai propri valori. Se Milano calibro 9 è un perfetto meccanismo ad orologeria, una storia spietata in cui tutti tradiscono tutti, La mala ordina deve gran parte del suo fascino alla figura di Luca Canali, il più “romantico” dei personaggi di Fernando di Leo, un misero “uomo di casino”, che, messo alle corde, rivela un carisma e una dignità eccezionali, un uomo destinato alla sconfitta, ma dotato di un senso dell’onore che ne fa automaticamente un vincitore morale, un antieroe degno del miglior Jean-Pierre Melville. Piegando alle sue esigenze una storia nata dalla penna di Scerbanenco, di Leo la immerge in un clima di tensione alla Hitchcock (il tema dell’innocente perseguitato) e dà sfoggio di uno stile scintillante. Colori brillanti, da pop art, rossi smaltati, arredamenti ultramoderni, che evidenziano l’artificialità di un mondo più basato sull’apparire (la considerazione degli altri) che sull’essere (l’effettive qualità), scene di azione di una crudezza estrema, derive coraggiosamente kitsch (il barista femmeniello, la battona napoletana, i fricchettoni spinellati), la riduzione dei personaggi a maschera grottesca, a cominciare dai volti assolutamente inespressivi dei due killer Henry Silva e Woody Strode (talmente incapaci di recitare da risultare perfetti per i loro ruoli), e per contrasto l’estrema vitalità di due attori grandissimi, Mario Adorf e Adolfo Celi. Tutti elementi che fanno de La mala ordina un film caleidoscopico, fatto di contrasti geniali (la splendida assurdità del gattino bianco durante il duello finale), un equilibrio costantemente ricercato tra geometria razionale e brutali esplosioni di movimento, una personalissima incursione nel genere, sempre a metà tra il rispetto dei canoni ed il tradimento voluto, tra serietà ed ironia dissacrante”.
(Aldo Spiniello, Sentieri Selvaggi, 17 Settembre 2005)

 

 

Luca Biscontini