Stasera in tv La moglie dell’avvocato di Im Sang-soo

Stasera in tv su Cielo alle 21,20 La moglie dell’avvocato (conosciuto anche con il titolo internazionale di A Good Lawyer’s Wife), un film coreano del 2003 diretto da Im Sang-soo. Con il soggetto e la sceneggiatura di Im Sang-soo, la fotografia di Kim Woo-hyeong, il montaggio di Lee Eun-soo, le scenografie di Oh Jae-won, i costumi di Kim Yoojin, gli effetti di Lee Heekyung e le musiche di Kim Hong-jip, La moglie dell’avvocato è interpretato da Moon Sori, Hwang Jungmin, Kim In-mun, Yun Yeo-Jong. Il film è stato presentato in concorso alle sessantesima mostra del cinema di Venezia e al Festival di Toronto del 2003.

Trama
La casalinga Hoo-jung è sposata con Young-jak, rampante avvocato. Ex ballerina attenta al suo fisico, quando scopre che il marito la tradisce con una modella, inizia a sentire estraneo il suo corpo e a non provare più piacere. L’incontro con un adolescente la risveglierà dal suo torpore.

“A Seul la bella Ho-jeong è la moglie annoiata e insoddisfatta di un giovane avvocato di successo che la trascura per dedicarsi al lavoro e alla sua amante. Mentre il padre del marito sta morendo di cancro e sua moglie ha fretta di rifarsi una vita con un ex compagno di scuola, Ho-jeong si concede una relazione con un adolescente, vicino di casa. In questa rete di inganni e meschinerie irrompe un fatto di gratuita ferocia: il figlio adottivo (sette anni) dei due coniugi è rapito e ucciso da un poveraccio, impazzito per un’ingiustizia subita che attribuisce all’avvocato. Scritto e diretto da Sang-soo al suo 3° lungometraggio, il film ha il merito di raccordare la dimensione privata a quella pubblica (la memoria della guerra civile; la trasformazione dei costumi nell’odierna Corea), sottolineando, come nei 2 film precedenti, la centralità delle figure femminili. Girato in digitale con l’impiego di lunghi piani-sequenza, efficaci soprattutto negli esterni, e con un colore desaturato. Scene di sesso molto esplicite”.
(Il Morandini)

“Una fotografia all’insegna di colori freddi e che predilige il buio alla luce (molte le scene nella semioscurità) conferisce ancor maggiore tristezza ad un quadro che lascia ben poche speranze a concetti come amore, fedeltà, forza di volontà. Eppure non tutto è negativo, ed un barlume di positività si fa largo in mezzo ad un panorama desolante: non vuol essere un film pessimista, ed alcuni momenti più leggeri, una solleticante colonna sonora e l’indubbia sensualità di molte scene rendono intrigante la visione del film. In bilico fra il più tragico e fosco melodramma e toni da commedia, Im Sang-soo riveste questo film ibrido con scene di elegante erotismo, firmando un sofisticato film sulla precarietà dei sentimenti e la loro subordinazione alle leggi del desiderio fisico”.
(Alessandro Giovannini, Storia dei film)

“Ferocissimo sguardo su una famiglia già a pezzi, A Good Lawyer’s Wife è uno sconvolgente ritratto di un mondo che non può più stare insieme, infiltrato com’è da rancori già marci, rabbie già ammuffite, odi già spellati. Se di film corale si tratta (ci sono figli, suocere e vicini), non c’è alcuna sinfonia progressiva (che impari P. T. Anderson), non ci sono prevedibili sinuosità. La coralità, per il regista Im (che ha fatto passi da gigante rispetto al suo primo, brutto film, Girls’ Night Out), è un’istituzione che vive sulla solitudine e l’autarchia. E anche la messinscena, dunque, ne assorbe disperazioni e abissi, sfaldandosi in sequenze di un gelo rarefatto incredibile, allontanando ogni pathos e raffreddando spesso con un’ironia che spiazza e poi lascia di sasso”.
(Pier Maria Bocchi, Filmtv)

 

 

Luca Biscontini