Stasera in tv Le pornographe di Bertrand Bonello, con Jean-Pierre Léaud

Stasera in tv su Cielo alle 23,15 Le pornographe, un film del 2001 diretto da Bertrand Bonello, che ha co-scritto la colonna sonora con Laurie Markovitch. Il film presenta una scena di sesso esplicito. Ha vinto il Premio FIPRESCI (Settimana internazionale della critica) al Festival di Cannes del 2001 ed è stato nominato per il Cavallo di bronzo allo Stockholm Film Festival. Con il soggetto e la sceneggiatura di Bertrand Bonello, la fotografia di Josée Deshaies, il montaggio di Fabrice Rouaud, le scenografie di Romain Denis, i costumi di Romane Bohringer e le musiche di Laurie Markovitch e Bertrand Bonello, Le pornographe è interpretato da Jean-Pierre Léaud, Jérémie Rénier, Ovidie, Thibault de Montalembert, Catherine Mouchet, André Marcon, Alice Houri, Laurent Lucas.

Trama
Jacques, autore di oltre quaranta fim a luci rosse prima del declino e del ritiro, per motivi economici accetta infine di tornare dietro la macchina da presa, in produzioni scalcagnate. Intanto deve fare i conti con la propria vita personale: un figlio che si riavvicina ma che non incontra mai, una moglie che lo ama ma dalla quale vuole allontanarsi.

“Se i film sulla pornografia variano dal compiacimento all’esecrazione moralistica, nessuno aveva ancora pensato di associare le pratiche hard con la malinconia. Lo fa, e in modo sorprendentemente persuasivo, Le pornographe, di Bertrand Bonello. Contrappuntato da musica barocca, il ritratto esistenziale del protagonista non lascia molto spazio alla speranza; ma, a mitigare la desolazione, la regia alterna immagini rasserenanti di una quieta e solare campagna”.
(Roberto Nepoti, La Repubblica, 17 Settembre 2001)

“Bello e intenso il film di Bonello, nonostante qualche concessione di troppo all’autoreferenzialità autoriale (un concetto che si traduce in noia). Jean Pierre Leaud, va da sé, è un gigante del pensiero”.
(Mauro Gervasini, Film Tv, 25 Settembre 2001)

“Regista è il giovane Bertrand Bonello, che vive tra Parigi e il Canada ed ha una formazione soprattutto musicale, al suo secondo film: attenzione e sensibilità dell’autore e dell’interprete rendono Le Pornographe interessante, toccante”.
(Lietta Tornabuoni, La Stampa, 21 Settembre 2001)

“Bonello realizza un film profondamente amaro, grazie anche al volto scavato di Jean-Pierre Léaud. La scena porno non simulata non ha nulla di compiaciuto e se servirà alla stampa per lavorare sullo scandalo ha invece lo stile disperato di una presa d’atto di un mondo che non è capace di accettare il sesso come creatività e fantasia avendo bisogno di ridurlo ad atto meccanico quasi autoreferenziale”.
(Giancarlo Zappoli, MyMovies)

 

 

Luca Biscontini