Stasera in tv Lettere di uno sconosciuto di Zhang Yimou

Stasera in tv su Rai5 alle 21,15 Lettere di uno sconosciuto, un film del 2014 diretto da Zhāng Yìmóu, distribuito in Italia il 26 Marzo 2015. La storia è tratta dal romanzo The Criminal Lu Yanshi della scrittrice cinese Geling Yan. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2014, Lettere di uno sconosciuto è il ventesimo film della carriera di Zhang Yimou. Con Gong Li, Chen Daoming, Zhang Huiwen, Ni Yan.

Trama
Lu Yanshi e Feng Wanyu sono una coppia devota costretta a separarsi quando Lu viene arrestato e mandato in un campo di lavoro come prigioniero politico e Feng resta ferita in un incidente. Rilasciato durante gli ultimi giorni della Rivoluzione Culturale, Lu può finalmente tornare a casa per scoprire che l’amata moglie soffre di amnesia e ricorda poco del suo passato, aspettando pazientemente il ritorno di un marito che è incapace di riconoscere. Come un estraneo all’interno della propria famiglia, Lu si prodiga affinché il passato insieme possa ritornarle alla mente e risvegliarla da quel lungo torpore.

Lanciata nella Repubblica Popolare Cinese nel 1966 da Mao Zedong, la Rivoluzione Culturale era volta a frenare l’ondata controriformista promossa in seno al partito ed era fondata sulla mobilitazione dei giovani, universitari e non, contro le strutture dello stesso PCC. Si trattava di ritornare alla lezione di Mao Zedong, considerato il massimo punto teorico, per evitare fenomeni di imborghesimento del partito.

In questo contesto storico e culturale prende forma la vicenda raccontata in Lettere di uno sconosciuto di Zhang Yimou, che mette in scena gli effetti devastanti del clima ortodosso che si era venuto a manifestare su una famiglia, irrimediabilmente scossa e incrinata al suo interno. Lu Yanshi (Dao Ming Chen), il padre, un dissidente politico, oppositore del sistema, è costretto a nascondersi e per tale motivo deve rinunciare a stare con la moglie (Gong Li) e la figlia, anche se, in stato di latitanza, riesce a dare un appuntamento alla consorte per consumare un fugace incontro. Ma la figlia, alla quale viene interdetto il ruolo di protagonista del balletto della Sezione Femminile proprio per le vicende che concernevano il padre, riferisce alla polizia il luogo e l’orario dell’appuntamento, facendo arrestare Lu Yanshi. Solo molti anni dopo, in seguito alla fine della Rivoluzione Culturale, Lu Yanshi può tornare in libertà e abbracciare di nuovo la famiglia, ma un altro nefasto evento si è nel frattempo verificato: Feng Wanyu, la moglie, è stata colta da una seria perdita della memoria, diagnosticata come ‘amnesia psicogena’, che le impedisce di riconoscere il marito, di cui tra l’altro attendeva ansiosamente il ritorno. Siamo dunque spettatori di un delicato tentativo di avvicinamento da parte di Lu verso la moglie, che lo misconosce sistematicamente, nonostante tutte le accortezze approntate per riuscire a farle ricordare quel passato che li aveva visti insieme.

Insomma, è lampante l’atto di accusa che Zhang Yimou lancia contro un periodo storico eccessivo, potremmo dire maniacale e paranoico, che produsse, attraverso le epurazioni, un gran numero di morti. Ciò che viene messo alla berlina dal regista è il processo di distruzione dell’identità, un movimento di de-soggetivazione che annulla l’individuo, defraudandolo della propria storia, oltre che della libertà. Lu Yanshi deve sopportare l’ulteriore umiliazione di diventare un perfetto estraneo per la moglie e, mosso comunque da un grande amore verso di essa, arriva al punto di accompagnarla ogni quinto giorno del mese alla stazione per aspettare il fantomatico arrivo del marito, assecondandone le ormai deliranti pretese. Un dramma, dunque, a tutti gli effetti, che viene mostrato con garbo, senza calcare la mano, lasciando parlare gli eventi, con una direzione degli attori molto attenta. Lo spettatore non viene scioccato, ma reso partecipe sommessamente dei fatti rappresentati, grazie anche alle calibratissime prestazioni dei protagonisti che si producono in una recitazione in sottrazione, ma sempre incisiva. Delicata ed efficace anche la colonna sonora che si concretizza in modulati contrappunti che scandiscono e sottolineano i passaggi decisivi del film.

 

 

Luca Biscontini