Stasera in tv L’uomo nell’ombra di Roman Polański

Stasera in tv su Rai Movie alle 23,15 L’uomo nell’ombra (The Ghost Writer), un film del 2010 diretto da Roman Polański, tratto dal romanzo Il ghostwriter di Robert Harris, adattato per il cinema dallo stesso autore insieme al regista. I protagonisti del film sono Ewan McGregor e Pierce Brosnan, e nel cast appaiono, tra gli altri Olivia Williams, Kim Cattrall, Tom Wilkinson, James Belushi e Timothy Hutton. È stato presentato il 12 febbraio 2010 alla 60ª edizione del Festival di Berlino come film in concorso, dove ha vinto l’Orso d’argento per il miglior regista, e nello stesso ha ottenuto sei European Film Awards, tra i quali la migliore regia ed il migliore attore (Ewan McGregor). Con Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattrall, Olivia Williams, Eli Wallach, Timothy Hutton, Tom Wilkinson, James Belushi, Jon Bernthal.

Trama
Un giornalista viene assunto come ghost writer – come si chiamano in gergo gli scrittori che vengono assunti per dar voce ai pensieri altrui – con la consegna di rielaborare le memorie dell’ex-primo ministro britannico Adam Lang. Il lavoro si scopre essere pericoloso: l’uomo che precedentemente ricopriva il ruolo è stato infatti assassinato. E nulla pare essere quello che appare.

“In medianico contatto con Hitchcock, Polanski, arrestato nel suo chalet svizzero, ha montato un thriller capolavoro che come soggetto ha i nostri tempi. Ghost writer è chi scrive senza nome, il «negro» come si diceva, L’uomo nell’ombra come traduce banalmente il titolo italiano di questo straordinario film in cui nessuno saprà mai la verità. Ispirato da The ghost writer di Robert Harris, il regista lo supera per virtù fantastiche, efficacia di spettacolo, tempismo di cinema. Riferimenti a Blair ottimi e abbondanti: Harris, sceneggiatore, ex giornalista politico, è stato suo supporter e il film di Polanski non fa sconti nel denunciare nascoste strategie e subalternanza britannica a Bush. E forse questo è oggi un reato peggiore delle vecchie cose di sesso. Se per Truffaut un film è un treno che fila nella notte, questo è un Orient express che corre come il vento, non fa fermate e conduce senza respiro a scavare oltre la realtà virtuale in confezione di cinema puro che splende pure per virtù scenografiche in un match fra volgarità interiore e fasto post moderno. E come spesso accade (vedi Invisibile di Paul Auster) pure qui si parla di un libro, del suo pericoloso farsi, dell’umiliazione ben nota in Italia di non poter mai sapere come stanno davvero le cose: storia di tradimenti che non risparmia nessuno. Orso d’argento a Berlino, Polanski dà lezione di suspense arricchito con humour di qualità e senza smettere d’essere attuale, fino al finale londinese, certo con sorpresa. I due interpreti sono perfetti, Ewan McGregor assorbe scena dopo scena i miasmi peggiori della società, indeciso se fare l’eroe; Pierce Brosnan, con volgare eleganza, dimostra che è tanto meglio di quanto pensassimo quando faceva 007.”
(Maurizio Porro, Corriere della Sera, 9 Aprile 2010)

“Chi è capace di fare oggi un thriller gotico e politico insieme? La risposta è una sola: Roman Polanski, che con le atmosfere inquietanti si è sempre trovato a suo agio e che con The Ghost Writer (in italiano, L’uomo nell’ombra) torna ai temi contemporanei, firmando un’opera all’altezza della sua miglior tradizione. Costruito sfruttando al meglio l’ostilità della Natura (vento, pioggia, mare burrascoso), giocato con sapienza tra inquietanti personaggi «secondari» e reticenti comprimari, il film sa trasmettere un senso di angoscia insinuante e sotterraneo che trasporta lo spettatore in un mondo senza più certezze, dove le macchinazioni politiche diventano l’altra faccia dell’insicurezza quotidiana. E se si aggiunge l’evidente rimando all’attualità (Lang fa subito pensare a Tony Blair, di cui per altro Harris è stato davvero ghost writer), si può capire come thriller, fantapolitica e allusioni varie si intreccino in maniera inestricabile. Perché così è il mondo d’oggi, risponderebbe probabilmente Polanski, che ha sempre cercato di scavare dietro le apparenze che la realtà sembra offrire. Ma anche perché il regista polacco è un vero maestro dell’inquietudine e del sospetto, che sa instillare nello spettatore senza far ricorso a colpi di scena o effettacci truculenti. E questo film lo dimostra magistralmente.”
(Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 13 Febbraio 2010)

 

 

Luca Biscontini