Stasera in tv Mi manda Picone di Nanni Loy, con Giancarlo Giannini

Stasera in tv su Rai Storia alle 21,30 Mi manda Picone, un film del 1983 diretto da Nanni Loy. Scritto e sceneggiato da Nanni Loy ed Elvio Porta, con la fotografia di Claudio Cirillo, il montaggio di Franco Fraticelli e le musiche di Tullio De Piscopo, Mi manda Picone è interpretato da Giancarlo Giannini, Lina Sastri, Aldo Giuffré, Clelia Rondinella, Carlo Croccolo, Gerardo Scala, Marzio Honorato, Leo Gullotta, Remo Remotti. La pellicola ha vinto tre David di Donatello, tra cui quelli a Giannini e Sastri in qualità di migliori attori, e quattro Nastri d’Argento. Probabilmente uno dei migliori film di Nanni Loy. Musiche di Tullio De Piscopo.

Trama
Un operaio dell’Italsider si dà fuoco nella sala del consiglio comunale di Napoli, ritenendosi minacciato di licenziamento da parte dell’azienda. Dopo essere stato soccorso da un’ambulanza, di lui non si trova traccia e vane risultano le ricerche della moglie, Luciella Picone.

“Le atmosfere sono simili a quelle dei romanzi di Veraldi, ma il film è girato con la durezza di Piscicelli, la dolcezza di Eduardo e la simpatia di Troisi. Ne esce un prodotto calibrato al punto giusto, filante e senza sbavature, a volte addirittura sorprendente per sveltezza di tempi e di stacchi. Un dignitosissimo esempio di cinema medio all’italiana
(Segnocinema).

“Sovraccarico di motivi e di figure, nemmeno chiarissimo nel finale, ma vibrante come un appassionato paradosso, gremito di sapori amari e di gags gioconde, sempre in azione, ‘Mi manda Picone’ è un film bene in bilico fra sdegno e ironia.
(Giovanni Grazzini, Cinema ’84)

“Segnaliamo la gradevolezza del prodotto […] nella sua accattivante modestia è film ben scritto, ben fotografato e ben girato negli esterni meno ovvii e più intriganti della ‘fetida metropoli’. La cura dei particolari, infine (magistrale, a questo proposito, l’arredamento di casa Picone) fa dimenticare qualche lungaggine e qualche inutile citazione defilippiana, contribuendo ad una rifinitura degna di quella speciale ‘mediocritas’ che fabbricò l’Epoca d’Oro del cinema italiano. […] Anche quando indulge alla pennellata neorealista, il regista mantiene un piglio tra il giallo-rosa ed il vagamente surreale”.
(Valerio Caprara, Il Mattino, 14 Gennaio 1984).

 

 

Luca Biscontini