Stasera in tv Mission: Impossible di Brian De Palma, con Tom Cruise

Stasera in tv su 20 alle 21,05 Mission: Impossible, un film del 1996 diretto da Brian De Palma. La pellicola è ispirata alla serie televisiva Missione impossibile ideata da Bruce Geller nel 1966. Due membri degli U2, Larry Mullen e Adam Clayton hanno registrato una loro versione della canzone portante nel film. La pellicola si è rivelata uno dei maggiori incassi al botteghino del 1996, piazzandosi al terzo posto. La saga iniziata con questo film vanta altri sei titoli: Mission: Impossible 2 (2000), Mission: Impossible III (2006), Mission: Impossible – Protocollo fantasma (2011), Mission: Impossible – Rogue Nation (2015), Mission: Impossible – Fallout (2018) e Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte uno (2023). Con Tom Cruise, Jon Voight, Emmanuelle Béart, Jean Reno, Vanessa Redgrave.

Trama
Una ex spia russa sta vendendo informazioni segretissime al mercato nero internazionale, via Internet. Il gruppo specializzato in missioni impossibili, comandato da Jim Phelps, deve smascherare la talpa e recuperare una lista con i nomi dei più importanti agenti segreti del mondo. Ma durante la missione, a Praga, qualcosa va storto: Ethan Hunt (Cruise) e Claire (Béart) sono gli unici superstiti del nucleo speciale. Hunt dovrà scoprire cosa sia successo veramente e perché i servizi segreti americani ora lo accusino di essere la talpa, e nel frattempo impadronirsi della lista con l’aiuto di qualcun altro.

“Nella tradizionale struttura alla James Bond, con tipetti e tipacci inseriti al punto giusto, De Palma ci ha infilato di tutto: reminiscenze dell’amato Hitchcock (il protagonista a un certo punto è il classico fuggitivo in stile ‘Intrigo internazionale’), un pizzico di Topkapi miscelato a 2001: Odissea nello spazio (Cruise sospeso nel vuoto del sancta sanctorum si muove come un astronauta) e un contorno di baracconate muscolari alla Stallone. In tutto ciò trovano poco spazio gli spunti sentimentali (semplici accenni che coinvolgono le fascinose Emmanuelle Béart e Kristin Scott-Thomas), i pressoché inesistenti spessori psicologici e perfino quella che dovrebbe risultare la maggiore sorpresa del film, l’inattesa (ma non tanto) identificazione del Supernemico. Parlare di recitazione sarebbe come mandare un critico teatrale a giudicare i partecipanti della partita a scacchi di Marostica. Questo è Mission: impossible: un grande gioco in cui ciò che conta è lo svariare delle immagini, l’accumulo degli effetti speciali, la pressoché costante moltiplicazione degli eventi visti in diretta attraverso una miriade di monitor come a confermare che la nostra è ormai una società in cui ogni cosa è spettacolo. Nella indiavolata direzione di De Palma, travolgendo passione e ideologia, il ritmo vince tutto”.
(Tullio Kezich, Corriere della Sera)

“Defaillance? No, questo film respira con narici umane. E poi. Aggiornate le spie seguendo Tom Clancy rispetto alla serie tv anni 60-70 con Peter Graves: agenti segreti globetrotter, triplice tradimento come programma minimo, vendono al miglior offerente bombe atomiche e dignità. De Palma è in forma nonostante sia pressato dal capo che lo ha fortemente voluto, e dall’assalto di un copione triadico: la prosa d’atmosfera, quasi da tutela dell’ambiente, di Robert Towne (Chinatown); una penna rapida che gli ambienti li disintegra, del dino-mitardo David Koepp (Jurassic Park); l’enfatica freddezza di Steven Zaillan (Schindler’s list). Indipendance day, vedremo, vale doppio. Alla stessa scena metà ridono, metà tremano. Metà colgono l’invenzione, metà la citazione… Qui la probabilità di avvincere è triplice”.
(Roberto Silvestri, Il Manifesto)

 

 

Luca Biscontini