Stasera in tv Mulholland Drive di David Lynch

Stasera in tv su Iris alle 23,30 Mulholland Drive, un film del 2001 scritto e diretto da David Lynch e interpretato, tra gli altri, da Naomi Watts, Laura Harring, Justin Theroux, Ann Miller e Robert Forster. Presentato in concorso alla 54ª edizione del Festival di Cannes, ha vinto il premio per la miglior regia (ex aequo con Joel Coen per L’uomo che non c’era). Ha vinto il premio come miglior film dal New York Film Critics Circle, ed inoltre ha ricevuto 4 stelle nella recensione del critico Roger Ebert, conosciuto per essere uno dei più grandi detrattori del regista. Lynch ha anche ricevuto la sua terza nomination al Premio Oscar come miglior regista. Nonostante i riconoscimenti, il film ha riscosso poco successo commerciale, guadagnando appena 7 milioni di dollari ai box office americani, più altri 13 milioni nel resto del mondo. Con Naomi Watts, Justin Theroux, Ann Miller, Melissa George, Laura Harring, Dan Hedaya, Brent Briscoe, Robert Forster, Katharine Towne.

Trama
A Hollywood Rita perde la memoria in seguito ad un incidente avvenuto sulla Mulholland Drive. La donna incontra Betty Elms, un’attrice australiana che è appena sbarcata a Los Angeles. Grazie al suo aiuto Rita tenta di ritrovare la memoria e la sua identità. Un uomo è perseguitato da un’immagine mostruosa. Un regista minacciato dalla mafia è costretto a scegliere una sconosciuta per il suo film.

“David Lynch torna al suo stile più personale per raccontare una bella metafora sul cinema. Tensione, mistero, sensualità, eleganza d’epoca, romanticismo alla Raymond Chandler, storie inestricabili e confuse ma grande atmosfera, emozioni vissute come in sogno, la vita ingenua e torbida delle ragazze.”
(Lietta Tornabuoni, La Stampa, 15 Febbraio 2002)

“Una sfida alla logica. Un efficace, provocatorio deragliamento onirico. Un film che fa l’amore con un altro film. Si sente nel finale la fatica di ridurre per il cinema un progetto televisivo molto ampio e complesso, abortito per sfiducia dei produttori”.
(Silvio Danese, Il Giorno, 14 Febbraio 2002)

“Sulle prime sembra uno script di John Landis girato da David Lynch. Ma c’è del metodo in tanta follia. E quel provino esilarante che con un lungo bacio abolisce il confine tra finzione e realtà, è forse la chiave di questo film Ufo, molto wellesiano, sul trucco e l’illusione. A Cannes vinse il premio per la regia ex-aequo con i Coen. Ora, a sorpresa, è candidato agli Oscar sempre per la regia. Non la spunterà, ma sarebbe una bella rivincita contro i ragionieri del copione, i maghi della formuletta che piacciono tanto a Hollywood”.
(Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 15 Febbraio 2002)

“Inizio avvincente, come sempre in Lynch. Un’ora almeno di cinema puro, trasognato, disperato, perturbante, sensuale. Dopo quell’ora neppure Lynch sa più esattamente cosa stia raccontando, ma lo racconta a meraviglia. Per gli irriducibili di ‘Twin Peaks’, ‘Velluto blu’, ‘Strade perdute’, per chi di Hollywood non percepisce il sogno ma l’incubo”.
(Piera Detassis, Panorama, 10 Gennaio 2002)

 

 

Luca Biscontini