Stasera in tv My Fair Lady di George Cukor, con Audrey Hepburn

Stasera in tv su TV 2000 alle 23 My Fair Lady, un film del 1964 diretto da George Cukor, tratto dall’omonimo musical del 1956 di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, ispirato a sua volta dall’opera Pigmalione di George Bernard Shaw. Nel 1998 l’American Film Institute l’aveva inserito al novantunesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi. Nel 2018 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Il film vinse otto premi Oscar (Miglior film a Jack L. Warner, Migliore regia a George Cukor, Miglior attore protagonista a Rex Harrison, Migliore fotografia a Harry Stradling Sr., Migliore scenografia a Gene Allen, Cecil Beaton e George James Hopkins, Migliori costumi a Cecil Beaton, Miglior sonoro a George Groves, Miglior colonna sonora a André Previn). Con Audrey Hepburn, Rex Harrison, Stanley Holloway, Wilfrid Hyde-White.

Trama
Siamo a Londra, agli inizi del nostro secolo. Il misogino professor Higgins scommette con un amico di poter trasformare una fioraia in una donna di classe. Vincerà la scommessa e scoprirà l’amore. All’origine del film ci sono la commedia “Pigmalione” di George Bernard Shaw e il musical dallo stesso titolo di Alan Jay Lerner e Frederik Loewe.

“Classico del cinema americano, tratto dal musical del 1956 di Alan Jay Lerner e Frederic Loewe, idealmente ispirato al Pigmalione (1913) di George Bernard Shaw. Cukor firma un’opera scoppiettante, condita di personaggi memorabili e numeri musicali coinvolgenti: la confezione è ammirevole, la presa sul pubblico garantita, tutti gli attori in stato di grazia. Trasformazioni in società, lievemente stucchevoli ma di elevata forma: My Fair Lady è un elegante, raffinatissimo esemplare di musical d’altri tempi. Audrey Hepburn, eccellente negli iconici panni di Eliza Doolittle, viene doppiata nelle parti cantate da Marni Nixon. La sua interpretazione fu snobbata agli Oscar, dove non venne nemmeno candidata: quell’anno a vincere fu la scintillante Julie Andrews, per Mary Poppins (1964). La Andrews, in un curioso gioco di coincidenze, era stata Eliza Doolittle a Broadway: nella versione cinematografica, però, venne sostituita da un’attrice più famosa, perché il produttore Jack Warner non la credeva ancora abbastanza celebre. Nove, in ogni caso, gli Oscar vinti: film, regia, attore protagonista (uno strepitoso Rex Harrison, che riprende il ruolo del professor Higgins già interpretato a teatro), fotografia (Harry Stradling Sr.), scenografie, costumi, sonoro e colonna sonora (André Previn). Nell’edizione italiana, il dialetto cockney della protagonista diventa un improbabile pugliese”.
(LongTake)

 

 

Luca Biscontini