Stasera in tv Prova a prendermi di Steven Spielberg, con Leonardo DiCaprio e Tom Hanks

Stasera in tv su 27Twentyseven (canal 27 DT) alle 22,55 Prova a prendermi (Catch Me If You Can) è un film del 2002 diretto da Steven Spielberg, adattamento del romanzo autobiografico Catch Me if You Can di Frank Abagnale Jr.  Il film ha riscosso un buon successo, sia da parte della critica che del pubblico, ottenendo due candidature ai Premi Oscar 2003 grazie a John Williams (migliore colonna sonora) e Christopher Walken (miglior attore non protagonista, nel ruolo del padre di Frank Abagnale Jr.). Si basa sulla vera storia di Frank Abagnale Jr., che tra il 1964 e il 1969 riuscì a incassare centinaia di assegni falsi in 26 paesi del mondo e in tutti gli Stati Uniti. Frank Abagnale scrisse la sua autobiografia quando era già stato rilasciato. Successivamente ha continuato a lavorare nel settore delle finanze, contribuendo allo sviluppo delle tecniche anti-contraffazione delle banche, disegnando anche nuovi tipi di assegni. Jeff Nathanson, per la realizzazione di Prova a prendermi, ha adattato il libro cambiando alcuni particolari, ma comunque sempre in collaborazione con Abagnale. Per esempio esagera il rapporto tra Abagnale e Hanratty (che in realtà nel libro si chiama Sean O’Riley) e tralascia particolari (ad esempio, dopo essere stato detenuto in Francia, Abagnale scontò altri sei mesi in una prigione svedese). Questo è il primo film dal 1988 in cui Tom Hanks non riceve il compenso più alto per un ruolo di protagonista, assegnato a Leonardo DiCaprio. Con Leonardo DiCaprio, Tom Hanks, Christopher Walken, Martin Sheen, Nathalie Baye.

Trama
Frank W. Abagnale è un truffatore provetto. Nonostante non abbia ancora ventun anni, ha già assunto mille diverse identità: medico, avvocato, pilota di linea, docente di storia, assistente del procuratore generale… Grazie alla sua straordinaria abilità come falsario, ha messo da parte una fortuna: oltre sei milioni di dollari. Sulle sue tracce c’è l’agente Carl Hanratty, intenzionato a catturare colui che è entrato nelle liste dell’Fbi come il più giovane criminale di tutti i tempi.

“Se qualcuno si crogiola ancora nel luogo comune per cui i divi non sono da considerare attori, vada a vedersi Prova a prendermi, dove due superstar come Leonardo Di Caprio e Tom Hanks si confermano fra gli interpreti più ispirati ed eclettici del panorama internazionale. L’uno e l’altro, nel percorso a rotta di collo predisposto da Steven Spielberg, giocano a rimpiattino trasformando ogni tanto in una ridda alla Tom & Jerry l’ostinato duello che in I Miserabili contrappone l’evaso Jean Valjean e lo sbirro Javert. (…) Qui il divertimento ignora e travalica ogni possibile giudizio morale e il lieto fine si impegna a dare concretezza alle speranze dello spettatore, che in un empito di simpatia per tutti non vuole vincitori né vinti. Proprio come accadeva nei film fra le due guerre, solo che Spielberg utilizza le sapienti mezzetinte e le sofisticature della penultima generazione hollywoodiana. Menzione d’onore anche per Christopher Walken, papà arruffone e sfortunato, per l’infedele Nathalie Baye e per l’irlandese Martin Sheen, che appare un monumento di felicità domestica quando canta in coro con la famiglia ‘Has anybody seen Kelly?'”.
(Tullio Kezich, Corriere della Sera, 30 Gennaio 2003)

“Completamente rilassato, con Prova a Prendermi Spielberg mette in scena uno dei film minori della sua filmografia: ma lo fa in maniera ineccepibile, centrando in pieno il ritmo giusto per una commedia e mantenendolo dall’inizio alla fine. Ottimo anche il lavoro di casting: un Leonardo DiCaprio charmeur e palesemente a proprio agio; Tom Hanks che, vestito alla Blues Brother, presta la sua faccia qualsiasi a un personaggio più sfaccettato e complesso delle apparenze; Christopher Walken nei panni del padre di Frank, un perdente sintetico che offre all’attore il primo buon ruolo dopo una serie di piccole disavventure. Decisamente in ombra, invece, l’altro sesso; anche perché le donne del film sono tutte, quale più quale meno, orribili. E se Steven è mai stato un regista di grandi personaggi femminili, questa volta rasenta la misoginia”.
(Roberto Nepoti, La Repubblica, 1 Febbraio 2002)

 

 

Luca Biscontini