Stasera in tv Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese

Stasera in tv su iris alle 21 Quei bravi ragazzi (Goodfellas), un film del 1990 diretto da Martin Scorsese. Tratto dal romanzo Il delitto paga bene di Nicholas Pileggi, a sua volta basato sulle vicende del pentito Henry Hill, il film è stato scritto a quattro mani dallo stesso Pileggi e da Scorsese. Il titolo fu modificato poiché l’originale, Wiseguy, avrebbe potuto confondersi con una serie TV omonima. Candidato a 6 Oscar nel 1991, si aggiudicò l’Oscar al miglior attore non protagonista, andato a Joe Pesci, alla seconda collaborazione con Scorsese dopo Toro scatenato (1980) e prima di Casinò (1995), per l’interpretazione del mafioso Tommy DeVito. Inoltre, con Quei bravi ragazzi, Martin Scorsese si aggiudicò il Leone d’Argento (Premio speciale per la regia) alla Mostra del Cinema di Venezia del 1990. Considerato tra i migliori film del regista italoamericano, è stato a più riprese definito come uno dei migliori film della storia del cinema. Con Robert De Niro, Ray Liotta, Joe Pesci, Lorraine Bracco, Paul Sorvino.

Trama
Henry Hill racconta la sua storia di gangster da quando, ragazzetto, guardava i boss del quartiere. Incomincia così a frequentare l’ambiente dove James, Tommy e Paul lo introducono al crimine. Henry nel frattempo si è sposato con una ragazza ebrea, che ignora la sua vera professione, ma che a poco a poco verrà irretita nei traffici del marito. Caduto in disgrazia e temendo di essere eliminato, Henry decide di “cantare” con l’FBI.

“È Henry stesso, insieme a Karen, a raccontarci trent’anni di storia della malavita italoamericana, come nelle pagine del libro-reportage di partenza Wiseguy di Nicholas Pileggi, autore della sceneggiatura insieme allo stesso regista. Scorsese torna alle origini, raccontando ciò che conosce meglio: ma tra i giovani angeli caduti di Mean Streets (1973) e questi goodfellas che fanno dell’ammazzamento una routine quotidiana, lo scarto è fondamentale. Il film è una lucidissima analisi di un micromondo che ospita esseri di infinita meschinità e ormai privi di alcun senso dell’onore, un affresco socio-culturale con dialoghi di sorprendente naturalismo che vanno ben oltre lo stereotipo etnico. I fermi immagine congelano l’espressività animalesca dell’atto violento, gli incredibili piani-sequenza fanno girare la testa (memorabile sia la carrellata sulle facce dei compari che l’ingresso di Karen e Henry negli inferi del Copacabana), mentre una soundtrack infinita ci accompagna alla stregua di un juke box impazzito. Scorsese è al suo meglio, a dispetto dell’unico Oscar conquistato su sei nomination: per la cronaca, andato a un Joe Pesci brutalmente primitivo e psicotico. In compenso, si è guadagnato un Leone d’Argento per la miglior regia alla Mostra di Venezia. Senza Quei bravi ragazzi non ci sarebbero state le serie tv I Soprano e Boardwalk Empire, ma nemmeno le decine di mafia-movies fioriti dagli anni ’90 che hanno cercato (inutilmente) di imitarlo”
(LongTake)

 

 

Luca Biscontini