Stasera in tv Ritratto di signora di Jane Campion, con Nicole Kidman e John Malkovich

Stasera in tv su Iris alle 23 Ritratto di signora (The Portrait of a Lady), un film del 1996 diretto da Jane Campion, tratto dall’omonimo romanzo di Henry James. Prodotto da Monty Montgomery e Steve Golin, con la sceneggiatura di Laura Jones, la fotografia di Stuart Dryburgh, il montaggio di Veronika Jenet, le scenografie di Janet Patterson e le musiche di Wojciech Kilar, Ritratto di signora è interpretato da Nicole Kidman, John Malkovich, Barbara Hershey, Mary-Louise Parke, Martin Donovan, Valentina Cervi, Christian Bale, Viggo Mortensen, Shelley Winters, Shelley Duvall. Jane Campion ha vinto il Premio Pasinetti al Festival di Venezia del 1996.

Trama
Isabel Archer, ragazza americana che vive in Inghilterra, rifiuta una vantaggiosa proposta di matrimonio per la sua voglia di fare esperienze; chiusa da troppo tempo in casa vuole conoscere il mondo. Il suo gesto scandalizza i parenti. Suo cugino Ralph Touchett è l’unico che si schiera dalla sua parte e che riesce a convincere suo padre a lasciarle una parte dell’eredità.

“Giunta in Inghilterra al seguito di una ricca zia (Winters), la giovane americana Isabel Archer (Kidman) si ritrova, alla morte dello zio (Gielgud), erede della metà del suo patrimonio e parte per l’Italia, dopo aver rifiutato più di una domanda di matrimonio per non perdere la libertà. A Firenze s’innamora di Gilbert Osmond, raffinato e colto snob che la sposa per denaro. Pur senza trascurare la dimensione sociale del romanzo (1879) di Henry James, il film – sceneggiato da Laura Jones che ne condensa le 600 pagine in 2 ore e un quarto – punta sui sentimenti e sui comportamenti, su un melodramma in penombra e diventa, ancor più che in James, un memorabile ritratto dell’infelicità femminile in cui, però, i temi della libertà e della responsabilità sono centrali. La Isabel della Campion si assume tutta la responsabilità delle scelte che l’hanno sprofondata nell’infelicità. 3 sono i momenti del film, tra i più sottovalutati degli anni ’90, che ne offrono la chiave di lettura: la sequenza di apertura, la breve scena in cui la protagonista fantastica di essere a letto con i tre pretendenti e il finale “aperto” e sospeso. Splendida fotografia (Scope) di Stuart Dryburgh”.
(Il Moradini)

“Molto curato nell’ambientazione, gli arredi, le suppellettili, i costumi, le consuetudini, il film si presenta formalmente in una bellezza e una ricercatezza che rasenta lo stucchevole. Intensa la recitazione di Nicole Kidman, la quale esprime in pieno il temperamento altalenante di lady Isabel e le scelte sbagliate che le renderanno la vita infelice. La protagonista è prigioniera della propria illusione di libertà che la irretisce nell’intrigo di falsità, convenzioni, cerimoniali, comportamenti controllati e irreprensibili che le negano ogni spontaneità, rendendola sensibile solo al denaro che può garantirle quel genere di vita dispendioso e lussuoso, e al prestigio di una posizione sociale privilegiata. Incontra una tirannia puntigliosa, mascherata da blandizie, violenza psicologica e fisica, solitudine e disperazione.”
(Segnalazioni Cinematografiche, vol. 122, 1996)

 

 

Luca Biscontini