Stasera in tv Scusate il ritardo di e con Massimo Troisi

Stasera in tv su Rete 4 alle 00,45 Scusate il ritardo, un film del 1983 interpretato e diretto da Massimo Troisi. Il titolo del film è un riferimento sia al tempo trascorso dal film precedente (Ricomincio da tre, del 1981) sia ai diversi tempi dell’amore e alla non sincronia dei rapporti di coppia. Il film incassò 3 miliardi e mezzo di lire al botteghino. Il secondo film di Troisi riesce a ottenere numerosi premi tra cui il David di Donatello (1983) per il miglior attore non protagonista a Lello Arena e anche per la migliore attrice non protagonista a Lina Polito. Troisi si aggiudica la Maschera d’Argento, il Premio UBU, il Biglietto d’oro per l’incasso della stagione 1982-1983 e il Premio De Sica. Scusate il ritardo è ancora una volta sceneggiato da Troisi assieme ad Anna Pavignano. Con Massimo Troisi, Giuliana De Sio, Lello Arena, Lina Polito, Franco Acampora.

Trama
Vincenzo, giovane napoletano, vive mantenuto da mamma, sorella e fratello. Il suo amico Tonino lo assilla con la sua depressione per un amore finito male. Anche Anna ha avuto una delusione ed è convinta di trovare in Vincenzo la sua consolazione, e lui accetta, visto che ne è innamorato.

Dopo il clamoroso successo dell’esordio con Ricomincio da tre (1981), film che detiene a tutt’oggi il record di maggiore permanenza nelle sale cinematografiche italiane, con più di 600 giorni di programmazione (con un incasso di 15 miliardi di lire), e che valse al suo autore numerosi riconoscimenti (David di Donatello, Nastro d’Argento e Grolla d’Oro), Massimo Troisi tornò dietro la macchina da presa nel 1983, realizzando quello che è considerato il suo film migliore, visto lo spessore tematico ed artistico e la forza e l’efficacia con cui riuscì a scavare all’interno della sua anima. Scusate il ritardo (1983), il cui titolo è dovuto proprio alla lunga pausa che il regista partenopeo si prese prima di girare il secondo lungometraggio e alla asincronia dei personaggi rappresentati rispetto ai rapporti che vivono, è certamente superiore per vis comica e analisi psicologica al precedente lavoro, laddove Troisi perfeziona i tempi della recitazione, trascinando lo spettatore nei suoi virtuosismi linguistici, in cui la parola viene continuamente sabotata e privata del suo significato, in favore di un flusso sonoro che, attraverso svariate modulazioni, produce un effetto umoristico di efficacissima presa. Ad impreziosire l’immenso talento del grande interprete contribuiscono gli altri meravigliosi attori, i quali, in quest’occasione, interagiscono magnificamente, offrendo una perfetta prestazione: parliamo, ovviamente, di Lello Arena, che duetta con Troisi in maniera impeccabile, e ormai possono considerarsi definitivamente consegnate alla storia del cinema italiano le esilaranti e al tempo stesso dolorose conversazioni che i due tenevano eroicamente sotto la pioggia incessante di una Napoli fantasmatica e notturna che forniva uno sfondo impareggiabile. Non da meno è Giuliana De Sio: il suo sguardo attento, che segue i movimenti delle labbra di Troisi mentre si produce nei tipici soliloqui-sproloqui, la lucentezza dei suoi occhi e l’esattezza della dizione donano un esemplare contrasto all’insieme, dando ancora maggior rilievo alle scorribande linguistiche del protagonista.

Massimo Troisi con Scusate il ritardo mette in scena un sincero tentativo di auto-analisi, stigmatizzando senza indulgenza i propri vizi, l’incapacità di gestire la propria vita e i rapporti sentimentali, di contro a un fratello, Alfredo (Franco Acampora), che, invece, è un affermato attore comico. Lo sdoppiamento che Trosi e Anna Pavignano (gli sceneggiatori) operano è funzionale a mettere a nudo la vita privata del protagonista, che a differenza di quella pubblica, trionfale e di successo, è assai claudicante, per una timidezza che, a ben guardare, nasconde una consistente quota di narcisismo: la fidanzata di Gaetano (Troisi), Anna (De Sio), coglie, con la naturalezza dell’istinto femminile, molto bene questo aspetto, comprendendo quanto l’uomo che ama sia avviluppato in una spirale che, tra inadeguatezza e orgoglio, gli impedisce di vivere con il naturale abbandono una storia d’amore sorta successivamente alla perdita del padre (il film inizia magistralmente con la veglia funebre nella casa di Gaetano, dove sono riuniti amici e parenti. Non viene detto esplicitamente, ma deduciamo che la dipartita riguardi il genitore). Ed è dunque a ridosso dell’elaborazione di un decisivo lutto che comincia la narrazione di Scusate il ritardo, segnalando quanto il dato psicologico sia importante all’interno dell’economia della storia, che saggiamente si conclude con un senso di sospensione, rimandando a un futuro incerto in cui provare a intraprendere un’evoluzione per superare quella impasse che immobilizza il protagonista e che ha minato il delicato rapporto con Anna. I personaggi che gravitano intorno a Gaetano sono i riflessi della sua sfaccettata personalità, tant’è che dopo che Tonino (Arena) trova una nuova fidanzata, superando finalmente il dolore per la precedente relazione, Gaetano precipita nella stessa identica situazione dell’amico, dovuta al distacco da Anna.

Insomma, molto più che un film comico (quantunque un film comico che si rispetti non abbia bisogno di altro), Scusate il ritardo testimonia lo spessore poetico di Massimo Troisi, che poi troverà un’ulteriore e decisiva conferma nello splendido Le vie del Signore sono finite, in cui il virtuosismo linguistico raggiunto pone l’interprete partenopeo tra i più significativi rappresentanti del cinema italiano, erede naturale di Eduardo e accostabile, per acutezza di sguardo e originalità espressiva, a Woody Allen e Buster Keaton.

 

 

Luca Biscontini