Stasera in tv su Cine34 alle 21 Film d’amore e d’anarchia di Lina Wertmüller

Stasera in tv su Cine34 alle 21 Film d’amore e d’anarchiaOvvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza… è un film del 1973 scritto e diretto da Lina Wertmüller. Prodotto da Romano Cardarelli, scritto e sceneggiato da Lina Wertmüller, con la fotografia di Giuseppe Rotunno, il montaggio di Franco Fraticelli, le scenografia di Enrico Job e le musiche di Nino Rota e Carlo Savina, Film d’amore e d’anarchia è interpretato da Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Lina Polito, Eros Pagni, Pina Cei, Elena Fiore, Giuliana Calandra, Isa Bellini, Isa Danieli, Enrica Bonaccorti, Anna Bonaiuto. Presentato in concorso al 26º Festival di Cannes, ha valso al protagonista Giancarlo Giannini il premio per la migliore interpretazione maschile.

Trama
Il contadino lombardo Antonio Soffiantini , detto Tunin, è incaricato di uccidere Mussolini e sceglie come base per la sua azione una casa di tolleranza, aiutato dalla prostituta Salomè.

Lina Wertmüller scrive, sceneggia e dirige un film politico, antifascista, memoria storica di un periodo assurdo della storia italiana, ancora oggi utile e ricco di spunti interessanti. La vita all’interno di una casa di tolleranza è la cosa più riuscita della pellicola, perché la regista realizza un contenitore di dialetti e situazioni, complesso da decifrare, ma realistico. Film d’amore e d’anarchia ci porta in pieno periodo fascista, Wertmüller ambienta con grande capacità la storia in una Roma degli anni Trenta, tra vicoli angusti e spaccati d’epoca, ricostruisce il rapporto tra gli italiani e le case di tolleranza, raccontando una grottesca storia d’amore dai risvolti drammatici. Commedia all’italiana, in fondo, ma corretta da un miscela di satira di costume, femminismo e messaggio politico.

Giancarlo Giannini è bravissimo a costruire una maschera di mutismo, genuinità, paura, rassegnazione, amore, contenuta nelle espressioni immutabili di Tunin. Vince con pieno merito la Palma d’Oro a Cannes. Mariangela Melato è una credibile prostituta bolognese (si doppia da sola in un dialetto che non è il suo), grande attrice capace di esprimere sensualità, determinazione, dolcezza e passione. Salomè è la vera donna forte della storia, prende decisioni, difende, lotta e – solo quando non resta altro da fare – grida, accusa, si dispera. Lina Polito recita in napoletano la parte della Tripolina, prostituta dolce e innamorata, che vorrebbe andarsene con il suo uomo, mentre cerca di difenderlo da una storia più grande di lui. Eros Pagni (doppiato) è la macchietta del fascista toscano, sciupafemmine, frequentatore di casini, arrogante, stupido, innamorato del duce, picchiatore di socialisti.

Per costruire la fisionomia di Tunin su Giancarlo Giannini, Lina Wertmüller ebbe una visione: «un gatto rosso. Una di quelle facce piene di efelidi. Nacque così quel trucco che prendeva parecchie ore. Ogni mattina si dovevano ricostruire sulla sua faccia una quantità di lentiggini di diversi colori». La perfetta ricostruzione storica della casa di appuntamenti fu opera di Enrico Job, marito della regista e da sempre fine ricercatore e creatore delle scenografie dei lungometraggi della consorte, il quale trovò un edificio settecentesco che possedeva anche un’aurea rustica perfetta per ricollegarla alla realtà di un’Italia ancora arretrata economicamente. Gli ambienti della casa di piacere e la fauna che la frequenta ha dato modo alla regista di essere più che mai anarchica.

In parallelo alla nuova onda di cinema antifascista sui martiri del regime (Il delitto Matteotti, La villeggiatura e prima ancora Giovinezza, giovinezza e Il giardino dei Finzi Contini), Film d’amore e d’anarchia è in un certo senso l’anticamera di Pasqualino Settebellezze, in qualche modo una sorta di preambolo. Non tanto per il personaggio maschile, sempre interpretato da un Giancarlo Giannini all’apice dell’istrionismo, quanto per l’idea di interpretare il Paese attraverso l’esperienza fascista: se Pasqualino era l’uomo senza qualità che subiva volentieri il regime, salvo poi ritrovarsi nell’inferno nazista, il Tunin di questo film è invece il contrario dell’inettitudine, poiché ciò che lo muove è il desiderio di uccidere Mussolini.

 

 

Luca Biscontini