Stasera in tv su La7 alle 21,15 Sabrina di Billy Wilder

Stasera in tv su La7 alle 21,15 Sabrina, un film del 1954 diretto da Billy Wilder, ed interpretato da Audrey Hepburn, Humphrey Bogart e William Holden. Il film, prodotto da Billy Wilder per la Paramount con un budget stimato in 2.238.813 dollari, venne girato a Glen Cove, Long Island (New York). Le riprese durarono dal 29 Settembre al 5 Dicembre 1953. Il film ha ricevuto sei nomination ai premi Oscar del 1955, vincendo quello per i migliori costumi. Ha vinto anche il Golden Globe per la migliore sceneggiatura. Nel 1954 il National Board of Review of Motion Pictures l’ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell’anno e ha premiato John Williams come miglior attore non protagonista. Nel 2002 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Trama
Sabrina, figlia dell’autista di una famiglia di miliardari, si innamora del rampollo più giovane, David. Questi non s’accorge di lei fino a quando la ragazza torna, dopo due anni di soggiorno a Parigi, completamente trasformata. David se ne innamora e manda all’aria il suo matrimonio. Interviene il fratello Larry per salvare le nozze, ma si invaghisce anch’egli di Sabrina e i due fuggono a Parigi per sposarsi.

William Holden, il fratello minore David, bello e affascinante, e Humphrey Bogart, il maggiore Linus, più maturo e pignolo, si fronteggiano in un gioco che ha per posta la bellissima Sabrina, interpretata da Audrey Hepburn, in questo che è una delle migliori commedie romantiche di sempre. Qui Billy Wilder è capace di lasciarsi alle spalle quel poco di cattiveria che ha sempre contraddistinto i suoi lavori, per costruire un film visibilmente zuccheroso, amabile e pressoché perfetto.

Il personaggio di Sabrina vuole rappresentare un po’ il modello di donna sognatrice, una specie di Cenerentola che aspetta la carrozza del principe per andare al ballo. Il padre tenta di farla scendere coi piedi per terra, spiegandole qual è il loro posto («C’è un sedile anteriore, uno posteriore e un finestrino in mezzo»), ma la ragazza deve rendersi conto da sola che non bastano vestiti e cappelli alla moda per farla diventare una donna ricca, accettata dalla classe borghese. Lei rimarrà sempre e comunque la figlia dell’autista.

Tra le pieghe di una confezione sfacciatamente hollywoodiana che intensifica i codici della commedia romantica (gli stereotipi dei chiari di luna, l’estetica significante dei divi, le musiche languide) fino ad annullarli, Sabrina è un film iconoclasta che dispensa tristezza lungo il suo corso formalmente alla ricerca dell’equilibrio e dell’ordine e lo stesso happy ending è di una malinconia estrema: l’amore che giustamente trionfa tra Sabrina e Linus non è pacifico, è pura malinconia che s’infrange sullo scoglio dell’amore impedito a Sabrina e David.

La pellicola è stata acclamata e osannata dal pubblico femminile dell’epoca e, ancora oggi, può contare un solido gruppo di fedeli ammiratori. Inoltre, ha regalato un Oscar a Edith Head per i migliori costumi. La cosa ingiusta, però, è che la maggior parte dei vestiti utilizzati dalla Hepburn non sono stati realizzati dalla Head, ma da Hubert de Givenchy.

Sabrina è un film capace di riportarci indietro nel tempo, anche grazie al suo affascinante bianco e nero. Questa perfezione e questo gusto retrò mancano, invece, nel remake del 1995, diretto da Sydney Pollack con Harrison Ford e Julia Ormond.

 

 

Luca Biscontini