Stasera in tv su La7d alle 23,30 Come eravamo di Sidney Pollack, con Robert Redford

Stasera in tv su La7d alle 23,30 Come eravamo, un film del 1973 diretto da Sydney Pollack e interpretato da Barbra Streisand e Robert Redford. Il film, che si può collocare nel genere delle storie d’amore ambientate su uno sfondo di grandi avvenimenti storici, come anche La mia Africa e Havana, firmati dalla stessa coppia attore-regista (Redford-Pollack), ottenne l’Oscar per la miglior colonna sonora e la miglior canzone (The Way We Were di Marvin Hamlisch), nonché la nomination alla Streisand come miglior attrice. Al botteghino fu un grande successo e contribuì, unitamente a La stangata, sempre del 1973, all’affermazione definitiva di Robert Redford come divo del firmamento hollywoodiano. Con Robert Redford, Barbra Streisand, Viveca Lindfors, Bradford Dillman, James Woods.

Trama
A una festa Kathie incontra Hubbel, di cui è innamorata dai tempi dell’università. Lui è uno scrittore di talento, lei è impegnata politicamente. Dopo un rapido corteggiamento i due si sposano poi Hubbel viene chiamato a Hollywood e qui scopre di non saper dire no ai compromessi. Lei s’impegna ancora di più nella lotta contro la “caccia alle streghe”.

Film simbolo di un’epoca. E ciò non vuol dire sia un capolavoro. Ma di Come eravamo interessa fino a un certo punto constatarne i difetti e le mancanze. È, innanzitutto, una grande storia d’amore che rinuncia all’epica del romanzo d’appendice per adottare i toni più spediti e vivaci delle commedie sentimentali in bilico tra il brillante e il dramma. Quella tra la comunista cruda e pura Katie e l’americano Hubbule sembrava un’alchimia impossibile. Eppure la sorte ha voluto diversamente e, quindi, siamo spettatori del loro percorso amoroso, dalla conoscenza al college alla fine degli anni Trenta, passando per la seconda guerra mondiale, il dopoguerra e la morte dell’amato presidente Roosvelt, il maccartismo con la sua spregevole caccia alle streghe, fino alla campagna a favore del disarmo nucleare.

Tratto dal romanzo di Arthur Laurents, autore anche della sceneggiatura, il film di Sydney Pollack si registra come un’opera non sempre armonica, ma emozionante e mai sdolcinata, nella quale l’amore è parte fondamentale, laddove pubblico e privato si sfiorano continuamente. Sono innegabili talune prolissità nella seconda parte, quando l’idillio tra i due appare sereno nonostante la politica, ma la briosa prima parte – con prologo rimasto nella memoria, con Redford che fa jogging e Barbra che manifesta contro la guerra – e il malinconico finale riscattano tutto.

È probabilmente il primo film americano nel quale c’è una comunista come protagonista e si affronta il tema del maccartismo senza pudori – malgrado frequenti censure. Ed è forse uno dei pochi in cui la matrice politica condiziona notevolmente l’armonia di una coppia. La canzone che si ascolta sui titoli di testa è interpretata dalla protagonista è si è meritata un premio Oscar – così come le musiche di Marvin Hamlisch. Se Barbara Streisand è meravigliosa nel suo battagliero e tenace personaggio, Robert Redford – al primo film col futuro compare Pollack – è splendido in un ruolo solo superficialmente “normale”, eppure profondo e combattuto. Il finale, da lacrime, è struggente.

 

 

Luca Biscontini