Stasera in tv su Rai 5 alle 22,15 Mio cognato, con Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio

Stasera in tv su Rai 5 alle 22,15 Mio cognato, un film del 2003 diretto da Alessandro Piva. È un buddy movie ambientato nelle periferie di Bari, che mette in luce alcuni degli aspetti più bizzarri della malavita barese. La colonna sonora di Mio Cognato segna la seconda collaborazione del regista Alessandro Piva con il compositore barese Ivan Iusco. Tutte le musiche originali presenti nel film sono state scritte e prodotte da Ivan Iusco, in collaborazione per le sole parti di chitarra con il chitarrista barese Nicola Cipriani. Il brano dei titoli di coda Ora che ti conosco di Ivan Iusco, con testo scritto da Andrea Piva, è cantato da Luigi Lo Cascio. Con Sergio Rubini, Luigi Lo Cascio, Mariangela Arcieri, Alessandra Sarno, Gigi Angelillo.

Trama
Toni e Vito, due persone agli antipodi, sono cognati e faticano a sopportarsi. Toni, piccolo imprenditore di quarant’anni, è sempre impegnatissimo mentre Vito che ha sposato Anna, sorella di Toni, è un impiegato dalla vita piuttosto ordinaria. Quando a una riunione di famiglia, Vito subisce il furto della sua automobile nuova, Toni piuttosto a malincuore si offre di accompagnarlo nella ricerca. Inizia così un viaggio che dura tutta una notte durante il quale i due faranno molte scoperte.

Con Mio cognato, in dialetto pugliese come la sua opera prima La capagira, Alessandro Piva firma un notevole secondo film su cui è riuscito a incidere una salda cifra autoriale, nonostante il budget ben più consistente rispetto alle poche centinaia di milioni del precedente. Il regista, in un ben calibrato alternarsi di neri e tinte forti, sa conferire un’allarmata irrealtà al suo affresco di sottobosco barese. In questo paesaggio stralunato, abitato da guaglioni di malavita impersonati in chiave grottesca da locali (attori e no), spicca soprattutto la singolare coppia Rubini-Lo Cascio, che funziona a meraviglia e rappresenta un indiscutibile punto di forza del film.

Piva ha un’estrema facilità narrativa e si immette, con un road movie decapottabile, nel solco della commedia all’italiana, dove la città-società con le sue ferite aperte nell’amoralità con plusvalore è importante. Molti hanno fatto il nome de Il Sorpasso e della coppia Gassman-Trintignant, in realtà Risi dipingeva un’Italia arrogante e spavalda in pieno boom economico, che ha scoperto le “magie” degli elettrodomestici, che usa le auto per le gite al mare come status symbol. Mio cognato, invece,racconta la faccia dell’Italietta arraffona e truffaldina (esemplare la scena all’ospedale) di fronte a una realtà tutt’altro che rosea, piuttosto incerta e meschina, in cui Toni sguazza e dove Vito viene trascinato suo malgrado. Ed è nei due personaggi principali (con un Luigi Lo Cascio strepitoso) che si trova il motore del film, il cuore, mentre tutto il resto gli gira attorno con contorni ora chiari (Bari e il suo sottobosco di delinquenti di vario “calibro”), ora sfocati (la famiglia dei due protagonisti). Fino al finale.

 

 

Luca Biscontini