Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 Detroit di Kathryn Bigelow

Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 Detroit, un film del 2017 diretto da Kathryn Bigelow e scritto da Mark Boal, alla loro terza collaborazione dopo The Hurt Locker e Zero Dark Thirty. Il film narra degli scontri di Detroit del 1967 avvenuti dal 23 al 27 Luglio, scatenati dall’intervento della polizia in un bar privo di licenza; alla fine il risultato fu di 43 morti, 1.189 feriti, oltre 7.200 arresti e più di 2.000 edifici distrutti. Con la direzione della fotografia di Barry Ackroyd, le scenografie di Jeremy Hindle, i costumi di Francine Jamison-Tanchuk e le musiche di James Newton Howard, Detroit rappresenta il terzo tentativo della regista Kathryn Bigelow di presentare eventi controversi e reali unendo dramma, thriller e cinema verité. Con John Boyega, Will Poulter, Algee Smith, Jacob Latimore, Jason Mitchell, Hannah Murray.

Trama
A Detroit nel 1967 è in corso una delle più grandi e più intense rivolte della storia degli Stati Uniti. Due giorni di disordini e la notizia della presenza di armi vicino al motel Algiers spingono la polizia a intervenire ricorrendo a interrogatori sempre più violenti che causeranno morti e feriti.

A 50 anni esatti da uno dei momenti più bassi ma meno conosciuti della storia americana recente, Kathryn Bigelow e il suo fido sceneggiatore Mark Boal (con lei anche nei precedenti The Hurt Locker e Zero Dark Thirty) decidono di riesumarlo, portandolo all’attenzione del grande pubblico attraverso un thriller mozzafiato che ha la precisione aneddotica del reportage. I fatti in questione risalgono al 25 Luglio del 1967, quando a Detroit – già epicentro della protesta dei neri, sempre più ghettizzati e sempre più vittime predestinate di una polizia parafascista e arrogante – lo sgombero gratuitamente esemplare di un locale che vende alcolici senza autorizzazione diviene la goccia che fa traboccare il vaso dell’insofferenza, dando il via a una sommossa disordinata e destinata, per l’incapacità, la protervia e il delirio di onnipotenza di alcuni agenti in servizio, a finire soffocata nel sangue: teatro di un episodio di ordinario razzismo e straordinaria violenza è il Motel Algiers, dove la ricerca vana di una pistola inesistente si trasforma in una lunga notte di tortura ai danni dei malcapitati che vi alloggiano, con tre morti ammazzati e diverse esistenze segnate per sempre.

Partendo da una ricostruzione il più possibile fedele dei fatti, ottenuta grazie a un grande lavoro di documentazione consistente anche nella raccolta delle testimonianze di tre superstiti, Mark Boal realizza una sceneggiatura divisa sostanzialmente in tre atti e Bigelow (con il direttore della fotografia Barry Ackroyd) la traduce in immagini con uno stile immersivo, fatto di camera a mano e primi e primissimi piani, dando corpo a un film che, dopo aver presentato a dovere il contesto in quello che può impropriamente definirsi un lungo prologo, toglie il fiato negli interminabili tre quarti d’ora centrali, coincidenti con l’insostenibile interrogatorio/mattanza, per poi trasformare l’ansia in rabbia nel corso del processo farsa di cui si occupa il segmento finale. Detroit è un film davvero impressionante, per i fatti tremendi che racconta e per lo stile asciutto con cui lo fa: scritto e diretto magistralmente, si pregia altresì di un cast volenteroso e votato al sacrificio (emotivo), all’interno del quale a spiccare sono John Boyega, nel ruolo della succitata guardia giurata, e soprattutto Will Poulter, stupefacente nel rendere la follia e l’incultura del sadico agente di polizia Krauss.

 

 

Luca Biscontini