Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 La pazza gioia di Paolo Virzì

Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 La pazza gioia, un film del 2016 diretto da Paolo Virzì, con protagoniste Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, per la sceneggiatura di Virzì e Francesca Archibugi. Il film è stato presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2016. Vincitore di cinque David di Donatello (Miglior film, Miglior regista a Paolo Virzì, Migliore attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi, Migliore scenografo a Tonino Zera, Migliore acconciatore a Daniele Tartari) e cinque Nastri d’Argento (Regista del miglior film a Paolo Virzì, Migliore sceneggiatura a Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Migliore attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, Migliori costumi a Catia Dottori, Migliore colonna sonora a Carlo Virzì). Con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Bob Messini, Sergio Albelli, Anna Galiena.

Trama
Beatrice è una sedicente contessa, chiacchierona e miliardaria, che ama credere di essere in intimità con i leader di tutto il mondo. Donatella è una giovane donna tatuata e tranquilla, chiusa nel proprio alone di mistero. Entrambe sono ricoverate in un istituto mentale e soggette a misure di custodia cautelare. Insieme danno vita a un’imprevedibile amicizia che le porta a fuggire dalle costrizioni del trattamento per un’avventura alla ricerca di divertimento e di amore in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo delle persone sane.

Viaggio «on the road» lungo la costa della Versilia e nei meandri di due anime allo sbando il copione sceneggiato da Virzì con la collega Francesca Archibugi; e che fra loro esista una fraterna affinità elettiva è dimostrato dall’accuratezza con cui sono scritti i personaggi femminili, incarnati con magica aderenza da Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti. Vero che al film avrebbe giovato qualche piccolo taglio, ma è un peccato veniale, perché lo spessore umano delle protagoniste è più forte di tutto. Beatrice e Donatella balzano in rilievo sullo schermo come creature reali, fragili, complesse, misteriose e schiette. E Virzì, ben coadiuvato dal direttore di fotografia Vladan Radovic, le pedina con uno sguardo amoroso che trascina con sé lo spettatore

Il film, creatura nata dal matrimonio professionale (e dall’antica amicizia) tra il regista e sceneggiatore toscano (Ovosodo, Tutta la vita davanti, Il capitale umano, La prima cosa bella) e la regista e sceneggiatrice (Mignon è partita, Il grande cocomero, L’albero delle pere, Il nome del figlio), risente fortemente della doppia impronta stilistica: se Virzì riesce, con la consueta e colorita energia, a raccontare la società complessa che ci circonda (in questo caso il mondo del disturbo mentale e della presunta normalità) e a dirigere attrici ed attori con grande capacità narrativa, il tocco di Archibugi è personalissimo nel disegnare il disagio e la complessità dei personaggi femminili, entrando profondamente nel loro intimo, con delicatezza ed incisività. Da qui scaturisce l’equilibrio e la godibilità di un film davvero ben riuscito, nella forma e nella sostanza, che parla di psicopatologia della vita di tutti i giorni, cercando di non creare una demarcazione netta tra la linea della pazzia e quella della ‘normalità’, inno alla libertà e all’accettazione di ogni diversità come dono e ricchezza.

Se proprio non si può fare a meno di una citazione, a Virzì questa ribellione alle regole che sprigiona energia ricorda Qualcuno volò sul nido del cuculo. È la storia di un’amicizia imprevedibile, e di una fuga rocambolesca e toccante che all’inizio sembra poco più di una bravata. Un viaggio nei ricordi più dolorosi e nella libertà. Due donne così vicine e così diverse, separate, condannate, giudicate dal mondo; due solitarie che fanno un pezzo di vita insieme.

 

 

Luca Biscontini