Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 Sfida infernale di John Ford

Stasera in tv su Rai Movie alle 21,10 Sfida infernale (My Darling Clementine), un film western del 1946 diretto da John Ford. Il film prende spunto dal famoso episodio della sparatoria all’O.K. Corral e dai personaggi realmente esistiti di Wyatt Earp e Doc Holliday. Le riprese del film si svolsero da Maggio a Giugno del 1946 a Kayenta, in Arizona e nell’adiacente Monument Valley, set abituale di Ford. Il budget era di 2 milioni di dollari, e solo per ricreare gli sfondi della città di Tombstone furono spesi 250 000 dollari. Nel 1946 il National Board of Review of Motion Pictures l’ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell’anno. Nel 1991 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Con Henry Fonda, Victor Mature, Linda Darnell, Walter Brennan.

Trama
Wyatt Earp (Fonda) accetta la carica di sceriffo di Tomstone dopo che è stato ucciso uno dei suoi tre fratelli. Doc Holliday (Mature), uomo potente in città, viene arrestato da Wyatt per l’assassinio di James Earp, ma i due diventeranno amici dopo che la fidanzata indiana di Doc (Darnell) viene uccisa da un componente della famiglia Clanton. Allo scontro conclusivo all’OK Corral, Doc Holliday è schierato con Wyatt Earp e l’unico sopravvissuto dei suoi fratelli, contro i Clanton.

My darling Clementine è il più grande western di Ford insieme a Sentieri selvaggi, dunque un capolavoro della storia del cinema. La storia è quella della sfida all’OK Corral fra Wyatt Earp, Doc Hollyday e i fratelli Clanton, poi riproposta molte volte in altri film, tutti inferiori a questo classico del genere. Il film segna un approfondimento del linguaggio e dello stile registico del regista rispetto al precedente Ombre rosse che, pur essendo un’opera altrettanto mitica, faceva ancora troppo affidamento a una galleria di personaggi molto tipizzati.

Ford ritrae la prateria come un luogo crepuscolare, che rappresenta “la fine di un periodo selvaggio e dei suoi protagonisti”. Earp si stabilisce a Tombstone per vendicare la morte di suo fratello, ma a poco a poco il motivo personale della vendetta si lega a doppio filo con il bene della comunità”. Diventa “rispettabile” e “portatore della civiltà” non solo esternamente attraverso le sue visite dal barbiere, ma anche nel suo atteggiamento interiore. L’intento principale di Ford è rappresentare la lotta di Earp contro l’illegalità nello schema più ampio del pioniere che impone la legge e la decenza in un paese selvaggio.

Mentre Earp ha un conto in sospeso con i Clanton, le sue azioni sono intervallate da scene di una nuova società fiorente per identificare in modo univoco l’eroe con il progresso sociale. Simbolo di questa integrazione è la scena della danza nella chiesa la domenica mattina. Earp e Clementina sono in questo momento l’unione perfetta (anche se soprattutto asessuata) tra i migliori elementi dell’Occidente e dell’Oriente; la mascolinità fredda e controllata dello sceriffo completa la natura delicata ma coraggiosa della signorina di città. Ford si ritira nel passato statunitense per trovare risposte storiche o mitiche ai problemi che gravano il presente, cercando quello che considerava il cuore del sistema di valori americano.

Il regista ci trasmette una visione del West nella sua forma più pura e quintessenziale: conferisce una dimensione esasperata ai suoi personaggi e li ritrae con uno stile che tende alla contemplazione più che al dinamismo, alla dilatazione barocca (la scena della sparatoria finale è molto più lunga rispetto a quanto avvenne nella realtà, poichè lo stesso Wyatt Earp aveva raccontato che il tutto si era svolto in pochi secondi). Quest’aura di nobiltà è conferita sia ai personaggi sia al paesaggio della Monument Valley e contribuisce a quell’effetto di grandiosità epica che il film certamente riesce a trasmettere ancor oggi. Tra le scene più significative quella in cui Wyatt Earp si avvia verso la Chiesa con al braccio Clementine, al suono di un inno religioso: è un’immagine emblematica di tutto il cinema di Ford, dunque di fortissima pregnanza, e non è la sola in questo grande film. Henry Fonda ritrova la maestosità del Lincoln di Alba di gloria e Victor Mature è alla sua migliore prova d’attore (una delle poche memorabili a dire il vero).

 

 

Luca Biscontini