Stasera in tv su TV 2000 alle 21,10 La parola ai giurati di Sidney Lumet

Stasera in tv su TV 2000 alle 21,10 La parola ai giurati (12 Angry Men), un film del 1957 diretto da Sidney Lumet, alla sua prima prova come regista cinematografico. Con E.G. Marshall, Lee J. Cobb, Henry Fonda, Martin Balsam, Ed Begley. La sceneggiatura è un adattamento dell’originale soggetto di Reginald Rose Twelve Angry Men, scritto nel 1954 per la TV, e racconta la storia di un componente di una giuria che, sulla base di un “ragionevole dubbio”, tenta di persuadere gli altri undici membri ad assolvere un ragazzo accusato di parricidio. Il film si segnala per essere quasi interamente girato su un solo set: infatti, ad esclusione di tre minuti suddivisi tra l’inizio e la fine e due brevi scene girate in una sala da bagno, l’intera vicenda è ambientata nella stanza in cui si riunisce la giuria. A parte il giurato n. 6 che, a inizio film, firma un documento come “Scott” e i giurati n. 8 e n. 9, che si presentano all’uscita dal tribunale, nessun nome è usato nel film: all’imputato ci si riferisce con “il ragazzo”, ai testimoni con “il vecchio” e “la donna dall’altra parte della strada”. Nel 2007 l’American Film Institute l’ha inserito all’ottantasettesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi (nella classifica originaria del 1998 non era presente).

Trama
Dodici giurati sono riuniti in consiglio per decidere della sorte di un diciottenne accusato d’omicidio. Undici lo ritengono colpevole. Soltanto uno, Davis, lo considera innocente; trattandosi di una possibile condanna a morte, è necessaria l’unanimità. Con appassionata eloquenza e con il rigore dei suoi ragionamenti, Davis convince gli altri uno a uno che l’accusa non regge.

La parola ai giurati, con la sceneggiatura di Reginald Rose, fu inizialmente prodotto per la televisione e venne trasmesso nella serie antologica della CBS “Studio One” nel 1954. Una copia completa su pellicola della trasmissione TV, che risultava smarrita da anni e si temeva fosse andata perduta per sempre, fu ritrovata nel 2003. Il successo del film tv portò a un adattamento per il grande schermo. Sidney Lumet, i cui precedenti come regista includevano drammi per produzioni televisive come The Alcoa Hour e Studio One, fu incaricato da Henry Fonda e Reginald Rose di curarne la regia. La parola ai giurati fu il primo film per il grande schermo di Lumet, e per Fonda e Rose, che lo coprodussero, fu il primo e unico esperimento come produttori. Fonda più tardi dichiarò che non avrebbe mai più prodotto un film.

Le riprese furono completate, dopo un breve ma rigoroso programma di prove, in 17 giorni e con un budget di 340.000 dollari, come riportato in Reading on Twelve Angry Men, edito da The Greenhaven Press, 2000. All’inizio del film, le macchine da prese sono posizionate al di sopra dello sguardo e montate con lenti grandangolo, per dare la sensazione di maggiore distanza fra i soggetti, ma con il progredire del film, la messa a fuoco delle lenti viene gradualmente aumentata. Verso la fine delle riprese, quasi tutti i personaggi vengono mostrati in primo piano usando specifici obiettivi da un’angolatura più bassa, che permette di diminuire o accorciare la profondità di campo. Lumet, che iniziò la sua carriera come direttore della fotografia, dichiarò che – con l’utilizzo di queste tecniche e con la collaborazione del cineasta Boris Kaufman – aveva cercato di creare una sensazione di claustrofobia quasi palpabile.

Alla prima proiezione, La parola ai giurati ricevette critiche entusiastiche. A. H. Weiler del The New York Time scrisse: “È una storia tesa, coinvolgente e avvincente che va ben al di là dei confini della sala di giuria in cui è ambientata“. Il critico operò uno studio approfondito dei personaggi dei 12 giurati, concludendo che “i loro drammi sono abbastanza forti e provocanti da tenere lo spettatore con il fiato sospeso.” Comunque il film registrò incassi deludenti, probabilmente perché in controtendenza con pellicole a colori e a schermo panoramico.

Il film venne nominato all’Oscar nelle categorie “miglior regista”, “miglior film”, e “migliore adattamento cinematografico”, ma venne messo in ombra da Il ponte sul fiume Kwai, kolossal bellico che nel 1958 vinse sette Oscar. Al Festival internazionale di Berlino, La parola ai giurati vinse comunque l’Orso d’Oro. Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

 

 

Luca Biscontini