Stasera in tv The Dreamers di Bernardo Bertolucci

Stasera in tv su Cine34 alle 21 The Dreamers – I sognatori, un film del 2003 diretto da Bernardo Bertolucci. Il film è basato su un racconto di Gilbert Adair The Holy Innocents. Adair ha anche scritto la sceneggiatura del film. Il film è stato realizzato con un budget di 15 milioni di dollari. Ne ha incassati 2,5 milioni negli Stati Uniti, mentre l’incasso globale del film è stato di 15.121.165 dollari. Prodotto da Jeremy Thomas, sceneggiato da Gilbert Adair, con la fotografia di Fabio Cianchetti, il montaggio di Jacopo Quadri, le scenografie di Jean Rabasse, The Dreamers – I sognatori è interpretato da Michael Pitt, Louis Garrel, Eva Green, Jean-Pierre Kalfon, Jean-Pierre Léaud.

Trama
Parigi, 1968: rimasti soli mentre i genitori sono in vacanza, Isabelle e Theo invitano a casa loro Matthew, un americano che hanno appena conosciuto. I tre decidono di non uscire e definiscono le regole della loro reclusione. Esplorando emozioni ed erotismo, arriveranno a conoscersi profondamente e a mettersi alla prova per capire fin dove possono arrivare.
The Dreamers fa largo uso di frammenti cinematografici tratti da altri film, per lo più intervallati da discussioni sui film o da giochi basati su di essi. Questo uso di frammenti potrebbe sembrare una tecnica banale, ma in verità è un modo nuovo, e forse mai così riuscito, di rendere la cinefilia. La maggior parte delle pellicole che parlano della passione per i vecchi film lo fanno creando una sorta di dicotomia fra la “magia” dello schermo e il “mondo reale”, fra un Altro idealizzato e una realtà spesso deprimente. Per lo più Bertolucci trasmette la cinefilia attraverso frammenti che riflettono la memoria affettiva dei film da parte dei personaggi e il loro modo di definire un dato momento o evento in termini presi da quei film. La tecnica di usare “esempi” della cultura di massa per il commento di un personaggio su di sé o sulla situazione è stato largamente usato da Alain Resnais, sia in forma di frammenti di vecchi divi del cinema sia di canzoni. Tuttavia questo commento auto-riflessivo e spesso gentilmente sarcastico funziona in modo molto differente dagli interventi archivistici di Bertolucci. Anche quando il tentato suicidio di Isabelle è interlineato con la volontaria morte di Mouchette in Bresson, ciò sembra più un’espressione spontanea del suo senso della tragedia che un commento intellettuale sulla sua azione. Le citazioni di Resnais sono private, rappresentano un conflitto interno alla mente, laddove in generale Bertolucci forma un forum inter-soggettivo di sentimenti condivisi che consente una comunicazione immediata e profonda fra i personaggi. Più che usare il cinema come un’evasione dalla vita, per i “dreamers” l’energia emozionale del film in fin dei conti diventa un incentivo e un motore per l’esplorazione dei loro stessi sentimenti. Questa necessità di “vivere cinema” e di vivere all’altezza del cinema, di rifarlo e in ultima analisi di trascenderlo, è l’aspetto più commovente e riuscito di The Dreamers.
(Maximilian Le Cain, Before the Revolution: Bernardo Bertolucci’s “The Dreamers”, Senses of Cinema, Maggio 2004)
Senza nostalgia né infatuazione, un uomo – Bertolucci – esamina il proprio passato ma non ci affonda dentro per lealtà verso una versione giovanile di se stesso. Edith Piaf conclude la storia cantando Je ne regrette rien, ma si potrebbe altrettanto canticchiare un’aria di Trenet: “Fidèle, fidèle, je suis resté fidèle…” Sul metro di questa perennità, è significativo che due dei tre eccellenti interpreti siano Louis Garrel, figlio del regista Philippe e nipote dell’attore Maurice, ed Eva Green, figlia di Marlène Jobert e di William Green, che recitò in Au hasard, Balthazar per Bresson. Quanto a Michael Pitt, è tutta la dinastia dei grandi americani che ribolle in lui, per primo Brando. Quando si ama la vita non si va al cinema, sembra dire il film. Ma per fortuna è molto meglio di questo: vivere la propria vita significa, per dirla con Cartesio, dubitarne, poiché non ci sono indizi concludenti dai quali è possibile distinguere nettamente la veglia dal sonno. The Dreamers, manuale di vita non meno che sogno da svegli, pensa a noi. Il suo soggettivo mese di maggio è la nostra primavera prediletta.
(Gérard Lefort, Un joli “moi” de mai, Libération, 9 Dicembre 2003) 

Luca Biscontini