Stasera in tv Vita di Pi di Ang Lee

Stasera in tv su Rai Movie alle 22,45 Vita di Pi, un film del 2012 diretto da Ang Lee. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Yann Martel. Gran parte di Vita di Pi è stato girato presso il più grande serbatoio di acqua capace di generare onde mai costruito per un film. Realizzato a Taichung, in Taiwan, nei pressi di un vecchio aeroporto, il serbatoio misura 70 metri di lunghezza, 30 di larghezza e 4 di profondità, e può arrivare a contenere fino a 1 milione e 700 mila litri d’acqua. Il film ha incassato globalmente circa 609.016.565 dollari. Con Suraj Sharma, Irrfan Khan, Rafe Spall, Gérard Depardieu, Adil Hussain, Tabu, Ayush Tandon, Shravanthi Sainath, Andrea Di Stefano.

Trama
Pi Patel è il giovane figlio del proprietario di uno zoo indiano e, vivendo a stretto contatto con gli animali, ha imparato a conoscerne abitudini e caratteri con precisione enciclopedica. Pi e la sua famiglia, però, sono costretti a lasciare l’India e si imbarcano per il Canada portandosi appresso alcuni degli animali dello zoo ma la nave su cui viaggiano affonda e dal naufragio si salvano solo lui e la gigantesca tigre del Bengala che Pi chiama Richard Parker. In balia delle acque dell’oceano per 227 giorni, Pi riesce a salvarsi dagli istinti feroci di Parker grazie alle sue conoscenze e all’anomalo rapporto che tra loro si crea.

“Romanzo di formazione, favola spiritualista, racconto d’avventura, riflessione filosofico/trascendente? Vincitore del «Man Booker Prize» 2002, il best seller La vita di Pi (Piemme) dello scrittore ispano-canadese Yann Martel è un po’ tutte queste cose, intrecciate con un garbo che ha reso credibile e appassionante per sette milioni di lettori la più incredibile delle storie. La cronaca di giornate senza tempo, di albe e tramonti che si susseguono; l’autodisciplina di Pi che, consapevole di non doversi mai lasciare andare all’inedia e alla rassegnazione, si impegna a tenere un diario e a provvedere a Richard: queste cose sulla pagina sono ben raccontate, ma sullo schermo diventano straordinarie. Lavorando con gli effetti speciali come mai nessuno prima, il taiwanese Ang Lee continua a stupirci per il suo eclettico talento formale: qui in immagini di magica bellezza conferisce all’avventura un incanto rarefatto, come di una vita che proprio in quanto appesa a un filo può sublimarsi in una dimensione soprannaturale.”
(Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa, 20 dicembre 2012)

“II giovane e il mare, per parafrasare Hemingway. Cineasta taiwanese hollywoodiano, apolide e migrante, Ang Lee trova finalmente il «non luogo» ideale nell’oceano Pacifico dove ambienta, claustrofobia al contrario, i 227 giorni alla deriva di un ragazzo indiano che perde in un naufragio i genitori mentre trasferiscono uno zoo in Canada e finisce per restare solo in una scialuppa con Sorella Tigre, senza avere le stimmate francescane. La fotografia di Claudio Miranda, giocando a rimpiattino tra cielo e mare, con innesti di azzurri dalla Florida, è splendida ma la forza del film è che non è mai retorico, dolciastro, buonista, resta un gradino sopra già in zona mitica o mitologica. Non dubitiamo che all’autore peccatore di Brokeback Mountain sia spuntata l’aureola.”
(Maurizio Porro, Il Corriere della Sera, 20 dicembre 2012)

“A partire dal romanzo di Yann Martel, Vita di Pi di Ang Lee ci offre uno spettacolare apologo sulla forza della fede, il mistero del creato e la crescita spirituale al cospetto della maestosità dell’universo. Protagonisti un diciassettenne e una tigre del bengala che per sopravvivere devono imparare a convivere su una barca alla deriva nell’oceano per 227 giorni. Il naufragio diventa così la metafora della ncerca umana della salvezza.”
(Alessandra De Luca, Avvenire, 20 Dicembre 2012)

 

 

Luca Biscontini