Ci sono progetti che ascolti una volta e dimentichi subito, e poi ci sono lavori come “Stato: Instabile” degli Under One Hundred, che magari non urlano per farsi notare, ma riescono lentamente a entrare dentro. Questo EP mi ha colpito soprattutto per la sua sincerità: non prova a sembrare perfetto, non rincorre mode precise, ma racconta emozioni reali con un sound personale e riconoscibile.

Under One Hundred – Stato: Instabile

La cosa che ho apprezzato di più è il modo in cui il trio riesce a fondere rap ed elettronica senza perdere identità. In Italia non è così comune sentire un mix del genere fatto con questa naturalezza. C’è qualcosa di malinconico, quasi notturno, nelle produzioni, ma allo stesso tempo i brani mantengono energia e immediatezza.

“Ansia” è la traccia che più mi è rimasta in testa. Ha quell’atmosfera sospesa che riesce a trasformare una sensazione pesante in qualcosa di musicale e coinvolgente. È uno di quei pezzi che ascolti magari in cuffia di sera e senti più vicino del previsto. Per me è chiaramente il singolo più forte del progetto.

Anche il titolo dell’EP funziona benissimo: “Stato: Instabile” non è solo un nome efficace, ma rappresenta davvero quello che si prova ascoltando il disco. Ogni traccia sembra muoversi tra equilibrio e caos, tra voglia di reagire e senso di smarrimento. E forse è proprio questo a renderlo così autentico.

Gli Under One Hundred danno la sensazione di essere un gruppo che ha ancora tanto da dire, ma che ha già trovato una propria direzione. E oggi, in mezzo a tanti progetti che finiscono per assomigliarsi, questa è probabilmente la qualità più importante.

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