Pur trattando una generazione spesso etichettata come “passatista”, Stefano Durante, nel suo romanzo “OK BOOMER” restituisce ai Boomer una freschezza e un entusiasmo che contagiano anche il lettore più scettico. La struttura in due parti permette di apprezzare sia la competenza dell’autore sia la sua capacità di raccontare storie. La prima sezione è un’immersione lucida nei decenni del dopoguerra: battaglie civili, fermenti culturali, movimenti giovanili, contaminazioni musicali. È un’analisi solida, rigorosa, arricchita da uno sguardo sempre posato, mai ideologico. La seconda parte, invece, si legge come un romanzo di formazione collettivo. Stefano recupera episodi, atmosfere, dettagli che restituiscono il volto intimo del tempo. Ci sono pagine che profumano di estate, di stereo portatili, di merende semplici, di esperienze che oggi sembrerebbero impossibili. Sono ricordi personali che diventano subito condivisi, come se appartenessero a tutti.

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