Stefano Sciacca presenta il saggio di critica cinematografica “Prima e dopo il noir”

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Prima e dopo il noir di Stefano Sciacca

Lo scrittore torinese Stefano Sciacca presenta “Prima e dopo il noir”, un saggio di critica cinematografica che traccia la storia del genere noir americano che inizia idealmente molto prima della sua consacrazione negli anni quaranta, e che continua anche dopo la chiusura del suo periodo d’oro alla fine degli anni cinquanta. Un genere in continua definizione osservato nei suoi stretti rapporti con la letteratura e l’arte visiva, dalle quali ha trasposto in linguaggio cinematografico i temi del dissenso e della disillusione, gli scenari desolati e disorientanti e i personaggi reietti e chiaroscurali.

Titolo: Prima e dopo il noir

Autore: Stefano Sciacca

Genere: Critica cinematografica

Casa Editrice: Falsopiano

Collana: Falsopiano/Cinema

Pagine: 284

Prezzo: 22,00 €

Codice ISBN: 978-88-930-40-396

 

«Queste figure tormentate, intente ad aggirarsi per la città col favore della notte, vennero collocate all’interno di un universo anticonvenzionale, i cui principi ispiratori non coincidevano quasi mai con quelli della legge e della morale comune, espressione della mentalità borghese che la letteratura criminale, prima, e il cinema noir, poi, non attaccarono apertamente quanto altri generi affini, ma che considerarono in maniera implicita responsabile del degrado dilagante che aveva prodotto l’ondata di disobbedienza e di delitti. Di fronte alle regole di una società spietata e ipocrita, gli antieroi comprendevano di trovarsi “fuori tempo”, avvertendo l’impossibilità di superare la condizione di isolamento nella quale benpensanti e moralisti li avevano relegati […]».

Prima e dopo il noir di Stefano Sciacca è uno studio incentrato sul cinema nero hollywoodiano, sui suoi capolavori a basso budget, i personaggi iconici, l’atmosfera satura di vizio e l’ambientazione notturno-metropolitana, entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo. Con un originale approccio multidisciplinare che coinvolge letteratura, arti figurative, storiografia e sociologia, l’autore ricostruisce le tappe fondamentali della poetica del dissenso e della disillusione tipica del noir, consegnando al lettore un’opera divulgativa scorrevole e diretta, che racconta ciò che ha influenzato questo genere cinematografico e ciò che ne è derivato. E approfondendo ciò che più ha condizionato il noir americano, non si può non menzionare il cinema espressionista tedesco degli anni venti: un cinema polemico, angosciato e profetico, dalle scenografie incombenti e inquietanti e dalla predilezione per i forti contrasti, a sua volta ispirato dagli incubi di E.T.A Hoffmann, riletti alla luce della nascente scienza psicanalitica, e dalle deformazioni prospettiche e le visioni allucinate dei romanzi di Fëdor Dostoevskij e di Heinrich Mann. Ciò che emerge da questo interessante saggio è lo stretto legame del cinema noir con la società, della quale documenta con approccio realista le contraddizioni, e verso cui indirizza un’aspra polemica per il modello borghese di riferimento dal quale “il criminale noir si distingue per onestà intellettuale, senza avere l’ipocrita pretesa di essere qualcosa di diverso da ciò che in effetti è”. Un criminale che nelle storie è rappresentato dall’antieroe tragico dalla spiccata connotazione romantica, predestinato alla sofferenza e alla sconfitta, che soccombe inevitabilmente al disordine interiore ed esteriore. Disordine esteriore di una città che diventa protagonista assoluta del cinema noir, che già Baudelaire considerava “teatro della modernità e delle sue contraddizioni”; quella del noir è, allo stesso tempo, una città metafisica, luogo di solitudine, desolazione, disillusione, ma anche un dedalo caotico, pieno di vita al punto da scoppiare. Ricorda la città-circo già messa in scena dal cinema di Weimar, chiaramente ispirata a propria volta dai quadri infernali e corrosivi di George Grosz e di Otto Dix, sulle orme dei pandemoni urbani di James Ensor. La città centro di delitti, delinquente essa stessa: la città, insomma, di Berlin Alexanderplatz e, prima ancora, di Delitto e castigo.

 

 

TRAMA. Prima e dopo il noir documenta e analizza la vasta produzione cinematografica di genere noir, dalle origini fino agli sviluppi più recenti, dai grandi capolavori del film muto al cinema d’autore. Il saggio affronta vari percorsi di cinema, i quali, partendo dalla nozione di film noir, si snodano attraverso le esperienze cinematografiche che hanno preceduto e seguito il genere nordamericano, presentando non solo le altre manifestazioni del cinema della disperazione, a cui appartiene anche il noir, ma, altresì, generi riconducibili ad un cinema dell’ottimismo, insospettabilmente legati gli uni agli altri.

 

 

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BIOGRAFIA. Stefano Sciacca (Torino, 1982) è un giurista e cinefilo. Ha pubblicato i romanzi “Il diavolo ha scelto Torino” (Robin, 2014) e “La vendetta di McKoy” (Europa Edizioni, 2014), i saggi di critica cinematografica “Fritz Lang, Alfred Hitchcock, Vite parallele” (Falsopiano, 2015) e “Prima e dopo il noir” (Falsopiano, 2016) e il saggio di critica letteraria “Sir William Shakespeare, buffone e profeta” (Mimesis, 2018).

 

LA CASA EDITRICE. Edizioni Falsopiano è una casa editrice indipendente fondata ad Alessandria nel 1996 da Davide D’Alto, Roberto Lasagna e Saverio Zumbo. Pubblica libri e riviste su cinema, spettacolo, storia contemporanea, arte e psicoanalisi. Nata dalle ceneri della rivista Visionario (1989-1994), inizia le sue pubblicazioni con alcuni volumi su registi italiani e stranieri, in particolare su Stanley Kubrick, Dario Argento e Wim Wenders.

 

 

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