L’artista Stona si svela in un’intervista esclusiva, condividendo le ispirazioni dietro la sua nuova versione del brano “ALTALUNA (SINGLE EDIT)”. Attraverso un quartetto d’archi, Stona arricchisce il suo pezzo, portando il pubblico in un viaggio sonoro unico. Con il produttore Lorenzo Morra e il mentore Guido Guglielminetti, Stona esplora nuove dimensioni della sua musica, rivelando come esperienze personali abbiano influenzato le sue parole e il suo stile. Scopriamo il percorso artistico e umano di Stona, tra collaborazioni fruttuose e una profonda ricerca interiore.

INTERVISTA A STONA

Ciao Stona, la tua nuova versione di “ALTALUNA (SINGLE EDIT)” è appena uscita. Cosa ti ha ispirato a riarrangiare questo brano con un quartetto d’archi?

Fin dall’inizio sapevamo, con Lorenzo Morra che ha prodotto il disco, che questo brano avrebbe avuto bisogno di qualcosa in piu’… per cui lo abbiamo inserito nell’album nella sua versione schietta voce e pianoforte ma eravamo gia’ al lavoro sul capire cosa farne dopo; è nata l’idea del quartetto d’archi e Lorenzo ha scritto una parte bellissima poi suonata da dei bravissimi musicisti di Torino.

Nel testo di “ALTALUNA” parli di un momento in cui smetti di giudicarti e ti perdoni. C’è stato un episodio particolare nella tua vita che ti ha portato a scrivere queste parole?

Credo sia il percorso di ognuno di noi: le nostre guerre, i nostri sbagli e scelte fatte da dimenticare… è un qualcosa che ci portiamo dietro tutti per cui credo che smettere di giudicarsi e perdonarsi sia il modo migliore per affrontare il presente liberandoci dei pesi del passato.

Hai collaborato con Lorenzo Morra per la produzione del tuo nuovo album. Come è stato lavorare con lui e cosa credi che abbia portato di nuovo alla tua musica?

Nell’album Lorenzo ha portato le sonorità che cercavo… cercavo proprio un certo tipo di sound e sapevo che lui sarebbe riuscito a creare qualcosa di speciale; un produttore in particolare lo si cerca anche proprio per questo, per raggiungere QUEL tipo di suono. Abbiamo lavorato davvero molto bene e in velocità senza troppi stress o ritardi, quasi tutto quello che senti sul disco è suonato da me e da lui.

Il tuo percorso artistico ha subito una svolta con l’incontro di Guido Guglielminetti. In che modo questo incontro ha influenzato il tuo modo di fare musica e la tua carriera?

L’incontro con Guido è stato determinante, mi ha fornito una serie di “chiavi” per decifrare i codici impossibili dell’arte di scrivere canzoni: non esistono regole e non esistono limiti, esiste la consapevolezza che un messaggio debba essere chiaro arrivando attraverso la musica o le parole… e se sei molto fortunato, se ti arriva una grande canzone, te ne accorgerai subito.

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